Sulla bilancia

Su un piatto della bilancia pongo:

Una citazione dal report 2010 di Amnesty International, laddove dice che “Nei processi hanno continuato a essere ammesse come prove confessioni estorte con la tortura. I procedimenti penali non hanno rispettato gli standard internazionali di equità processuale. Tortura e altri maltrattamenti a opera delle forze di sicurezza sono stati ancora molto diffusi, in particolare da parte di funzionari del servizio di sicurezza nazionale nel contesto di operazioni di difesa della sicurezza nazionale e nella lotta contro il terrorismo e la corruzione. Sono perdurate le limitazioni alle libertà di espressione e religione.” Anche via web, se è vero che “a luglio, il presidente ha firmato emendamenti a una legge sull’uso di Internet che hanno parificato tutte le risorse on line ai mezzi di comunicazione di massa e le hanno sottoposte alle stesse norme rigorose che governano gli altri organi di informazione come, ad esempio, le sanzioni penali per chi critica il presidente e i funzionari governativi.”

Aggiungo poi – da Human Right Watch – che il Kazakhstan “maintains an atmosphere of quiet repression, stifling opposition media and manipulating the political process. Nazarbayev has rebuffed repeated requests from U.S. President Barack Obama’s administration to accelerate political reforms and release from prison the country’s leading human rights defender, Yevgeny Zhovtis”. Cioè – semplificando – il governo si kazakho si mantiene in piedi con un uso accorto della repressione, del controllo sui media, della manipolazione del processo politico e della galera per gli attivisti sui diritti umani.

E tale governo? è almeno trasparente nelle sue decisioni operative? Non si direbbe, visto che nella classifica dei paesi meno corrotti al mondo, proposta ogni anno da Transparency, il Kazakhstan si colloca addirittura peggio dell’Italia (67°), con un brillante 105° posto, su 178 piazzati. Al primo posto, quei moralisti e noiosoni dei danesi, che non sanno come far girare a 1000 l’economia… In compenso, il presidente del Kazakhstan è molto popolare e amato dal suo popolo, se è vero che ben il 91% dei suoi cittadini lo hanno riconfermato alla più alta carica del Paese (ancora una volta). Tanto consenso va in parte ridisegnato, almeno stando al report sulle Elezioni 2005 dell’Osce, che elenca tutta una serie di violazioni formali, procedurali e sostanziali. Non lo dico io, lo dicono loro in questo report.

Si può dare un giudizio finale complessivo, sempre sullo stesso piatto della bilancia? magari anche si, utilizzando il report 2010 della Freedom House di New York che da tempi non sospetti – il 1972 – scheda tutti i paesi del pianeta per il livello di godimento dei diritti politici e dei diritti civili riconosciuto ai loro cittadini. Tale livello, viene indicato in una scala da 1 (Free) a 7 (Not Free). L’Italia, che pure ha i suoi peccati, nell’ultimo report è 1 per i diritti politici e 2 per i diritti civili, insomma non male ma possiamo fare meglio. Il Kazakhstan è 6 per i diritti politici e 5 per quelli civili. Insomma – con il secco linguaggio della FH – decisamente “not free“. Esattamente come la Russia.

Tutto questo lo pongo su un piatto della bilancia. Sull’altro piatto invece pongo una dichiarazione di Silvio Berlusconi, riportata ieri da tutta la stampa:  “Tu sei un leader molto amato dal tuo popolo. Ho letto un sondaggio, condotto da un istituto indipendente, che ti assegna il 92% di stima e amore del tuo popolo, un consenso che non può che basarsi sui fatti.” Dichiarazione che fa il paio con un’altra del 2008, rilasciata davanti al pubblico della convention annuale di Confcommercio: “Andate tutti in vacanza in Kazakistan: li’ c’e’ un signore che e’ mio amico, non a caso ha il 91% dei voti e ha fatto cose straordinarie“.

Dovendo scegliere di quale piatto della bilancia fidarmi ho scelto i vari report internazionali e la mia conclusione – amara – è una sola: ci libereremo mai di questo intollerabile cialtrone? Non vorrei che il popolo Kazakho finisse per essere libero prima di quello Italiano…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brontolamenti, borbottamenti e invettive, Popoli e politiche e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Sulla bilancia

  1. Pingback: L’articolo della settimana (116) Nero | Puramentecasuale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...