Insonnia

Ieri notte non riuscivo a prendere sonno e mi sono messo – come spesso mi accade – a fare elenchi: i re d’Inghilterra, i vincitori di Wimbledon, i ticket presidenziali USA, i miei compagni di classe delle elementari, tutto fa brodo pur di stancarmi e finalmente crollare, vinto da tanto dispendio di energie.

Stavolta ho voluto fare una cosa nuova: andare con la memoria al 1967, anno della mia nascita.

In Italia, il presidente della Repubblica era Giuseppe Saragat e a capo del governo c’era Aldo Moro. Negli USA il presidente era Lyndon B. Johnson, succeduto a Kennedy assassinato, in URSS Leonid Brezhnev e in Cina Mao Tse Tung. In Vaticano da pochi anni sedeva sulla Cattedra di Pietro Paolo VI, mentre in Francia c’era la scoppiettante figura di Charles de Gaulle e in Germania Ovest l’opaco Kurt Kiesinger (si perché le Germanie erano due, l’altra era governata da Walter Ulbricht, che aveva voluto il muro di Berlino pochi anni prima). In Spagna continuava l’interminabile regno del sempre più rincoglionito Francisco Franco, in Grecia avevano da pochi giorni fatto un golpe i Colonnelli, mentre la Guerra dei 6 Giorni tra Israele e tutti gli altri era terminata da meno di due settimane.

A Wimbledon da lì a poco avrebbero vinto “baffo” Newcombe e Billie Jean King (e scusate se è poco), lo Scudetto era andato alla Juventus mentre Hollywood aveva premiato con una grandinata di Oscar il filmone “Un Uomo per tutte le stagioni“, anche se il premio alla miglior attrice era andato a Elisabeth Taylor, senza paura di Virginia Wolf e con gli occhi più viola del solito. In tutto il mondo si stava ascoltando il “Sgt. Pepper’s” dei Beatles perché quella del 1967 era la Summer of Love e anche in questo caso, scusate se è poco.

Dal 1967 agli elenchi, il passo è stato breve. Sotto i miei occhi sono passati 8 presidenti della Repubblica, 17 presidenti del Consiglio, 9 presidenti degli

USA, 4 segretari generali del PCUS (oltre a 3 presidenti della Russia), tutti i presidenti della V Repubblica Francese (6), un numero imprecisato di cancellieri tedeschi, un bel po’ di dittatorelli di vario genere, 4 Pontefici, si è restaurato un Regno (Spagna) ma sono caduti due Imperi (Iran e Etiopia).

Solo nel Regno Unito il tempo sembra essersi fermato. Alla mia nascita regnava Elisabetta II ed è ancora lì, anche se Primo Ministro non è più Harold Wilson (il laburista che nominò “baronetti” i Beatles, che baronetti non sono, ma semplici cavalieri) bensì David Cameron, divisi nell’elenco degli inquilini di Downing Street da altri 5 nomi.

A questo punto – mentre mi stavo avventurando nell’elenco dei vincitori di Wimbledon dal 1967 ad oggi (Newcombe, Newcombe, Laver, Laver, Smith, Kodes, Connors…) mi sono reso conto che – in fondo in fondo – di cose ne avevo viste, che la mia vita a ben vedere era stata assai movimentata e che tutto questo movimento e tutta questa agitazione mi avevano stancato.

Avrei fatto bene a dormire. E così è stato.

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