Pensieri banali sulla giornata di oggi

Forse oggi verrà approvata la legge Gelmini che modifica sostanziali aspetti dell’ordinamento universitario (ho omesso volutamente il termine “riforma”) e sulla capitale verrà scatenato l’Inferno. Forse. Vedremo. Speriamo di no.

Non sono nelle condizioni di dare un giudizio meditato su tale architettura legislativa, ma alcune opinioni me le sono fatte… anzi, pure il termine “opinione” lo voglio eliminare, perché presuppone una costruzione mentale prodotta da una elaborazione complessa e articolata del pensiero, che non sono nelle condizioni di proporre… Quindi, li posso definire “Pensieri banali”. Me ne sono venuti in mente 6 (si procede sempre per decaloghi ma io faccio un esagolo), provo a elencarli…

  1. I ragazzi che manifestano contro il disegno di legge Gelmini e lo fanno – come dice la Costituzione al suo art. 17 – “pacificamente e senz’armi” sono i giovani migliori, anche quando dicono qualche fesseria e anche quando sostengono tesi che non mi convincono. Sono i giovani migliori perché non sono chiusi nel loro individualismo, non sono avulsi dalla realtà, sentono il bisogno di essere parte di qualcosa, di parlare, di esprimersi, di dirla grossa, sanno che il mondo non è fatto di tronisti & veline, come invece il Potere che ci acceca e obnibula vorrebbe farci credere.
  2. I ragazzi che manifestano contro il disegno di legge Gelmini sono soli, soli come cani. Soli perché nessuno (neppure io) riesce veramente a capire che cosa possa significare avere 20 anni e temere il futuro, invece di sentire l’entusiasmo per una vita che si fa costruendo, progetto su progetto, traguardo su traguardo. E sono soli perché in questa vicenda nessuno ha pensato di ascoltare che cosa loro pensano dell’Università, che cosa cambierebbero e che cosa terrebbero e nessuno vuole dare loro rappresentanza in senso alto. Essi sono solo oggetto di provvedimenti fascisti (come vorrebbe Gasparri, pronto a spedire tutti al confino) o di qualche strumentalizzazione elettoralista, ma nessuno in Parlamento li capisce perché in Parlamento nessuno capisce niente della società italiana e dei suoi problemi. Questo è un Parlamento pieno zeppo di anime morte, guitti e cialtroni, come la rutilante e meteoristica presidenza della Mauro ha dimostrato. E da questi non puoi attenderti nulla.
  3. Se i ragazzi che manifestano vogliono essere veramente credibili e dimostrare al Paese di che pasta sono fatti, devono isolare e buttar fuori dai loro cortei la teppaglia che si insinua in ogni manifestazione perché tutte le cause sono buone per provocarsi l’orgasmo infrangendo vetrine o incendiando automobili, così come devono vigilare perché non vi siano infiltrati che cercano cinicamente la disgrazia per imporre la stretta autoritaria. A 20 anni si tende a vedere tutto bianco o nero, ma questi ragazzi si muovono nel grigio e bisogna solo incrociare le dita che tutto vada bene.
  4. I ragazzi che manifestano devono prendere atto che se l’Università non funziona è colpa anche loro. E’ colpa loro perché troppo spesso non incalzano i docenti, non pretendono eccellenza, accettano di barattare tasse calmierate con prestazioni mediocri, non chiedono di volare alto, non credono in quello che fanno e inseguono un sempre più inutile pezzo di carta alla ricerca solo di due righe da scrivere nel curriculum alla voce “Formazione e Istruzione”, invece di esigere con forza strumenti veri, difficili, saldi, con i quali affrontare la propria crescita umana e professionale.
  5. Noi adulti dobbiamo prendere atto che siamo tutti colpevoli, al limite – quando va bene – solo di peccato d’omissione, ma lo siamo tutti. Siamo colpevoli perché molti dei mali che il disegno di legge Gelmini segnala sono reali e non sono propri dell’Università, ma della società italiana tutta. Il Familismo, la Malversazione, la Corruzione, il Pressapochismo elevato a Leviatano, il Mammismo, il Perdonismo… di una società che crede nei clan e non crede nell’individuo, una società che crede sia meglio stare con la testa bassa e non mettersi troppo in mostra perché “non ho mai sentito di qualcuno che si è cacciato nei guai per essere stato zitto”. Una società scadente, priva di spinta etica o di senso civico e comunitario.
  6. Anche io sono colpevole, anche io porto quotidianamente il mio tassello al mosaico della decadenza nazionale. Lo porto non impegnandomi direttamente in Politica, eppure cose da dire ne avrei e la capacità di dirle pure. Lo porto quando in aula trascuro alcuni temi che mi sembrano interessanti “per non complicare le cose”, dimenticandomi che se le cose non le complichi all’Università, dove cacchio potrai mai complicarle? Lo porto quando sento che un laureando dice una cazzata, il suo relatore non batte ciglio, a me verrebbe voglia di rovesciare il tavolo e taccio per quieto vivere, per non rovinare la giornata a nessuno, me per primo. E sono colpevole quando sento un ragazzo brillante che mi dice “dopo gli studi voglio andare all’estero!”, provo una fitta di dolore mista a invidia per chi ha tutto davanti e replico “fai bene, fuggi, vai via!” anche se in realtà penso “no cazzo, non lasciarmi solo, stai qui con i tuoi compagni a rivoltare questo Paese stralunato e incasinato e lavora per dare alla tua terra un futuro migliore”.

Insomma, come si sarà capito del disegno di legge Gelmini non so molto, forse nulla. Ma so che i ragazzi che spengono la TV, escono di casa con il freddo e vanno a chiedere un futuro mi piacciono. Ma non mi piacciono in modo paternalistico, non mi piacciono con gli occhi dell’uomo anziano che guarda ai giovani e alle loro follie con lo sguardo disincantato di chi pensa che si accorgeranno presto di come vanno le cose. Mi piacciono perché li stimo, perché penso stiano facendo qualcosa di vero, stiano dando un contributo.

Mi piacciono perché fa più Politica alta e vera un quindicenne con i jeans sotto il culo e il piumotto stretto nel corso di un pomeriggio passato in piazza, che un qualunque Domenico Scilipoti in tutta la sua squallida e miserabile carriera partitocratica.

In bocca al lupo per oggi e cercate di non farvi male.

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4 risposte a Pensieri banali sulla giornata di oggi

  1. eleh7 ha detto:

    molto bello questo post 🙂 specialmente il punto 2.

    http://elehvstheworld.wordpress.com

  2. medonzo ha detto:

    Buonasera Marckuck;

    ecchecazzo! Scusa il francesismo; il problema è che tu hai una testa da secondo popolo ed il cuore da Jan Palac.
    Pessima combinazione, perchè ti fa vivere illusioni che riconosci come tali ma di cui non puoi fare a meno.
    Non ti invidio solo perchè ti somiglio.

    P.S.
    Un carissimo Natale.

  3. nodders ha detto:

    Vorrei tanto essere d’accordo al 100%, ma proprio non ci riesco. Forse perché non sono d’accordo che l’essere “parte di qualcosa” sia necessariamente meglio dell’individualismo. Forse perché per strada a protestare per gli “altri” sono spesso figli di papa col iPhone nella tasca del jean e nessuno prova davvero a essere “altro” per un giorno solo. Forse perché troppo mi si critica perché sono andata all’estero e quindi non ho diritto di parola (ma io all’estero andai a 16 anni, non dopo gli studi, perché a me non stavano sulle scatole i concorsi truccati, ma il fatto che i miei compagni copiassero il compito in classe – tra uno sciopero e una protesta). Forse perché nella vita non ho preteso opportunità ma le ho solo colte al volo quando mi passavano davanti, consapevole che tanti in questo mondo le opportunità non le vedranno nemmeno col binocolo. Forse perché, come Pasolini, c’ho il vezzo del “contro”.
    Ma i miei sono davvero “pensieri banali”.

  4. marckuck ha detto:

    @ eleh7, grazie :);
    @ medonzo, somigliarti è un Onore…
    @ nodders, non sono banali i pensieri. Forse io ho fatto un po’ di populismo qua e la

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