No, la Sorellanza no…

Questo post è un post antipatico, ma me lo posso permettere liberamente, perché in altre occasioni (ad esempio in “Essere una donna“, del 2008) ho detto delle cattiverie argomentate sul machismo e quindi penso di aver le carte in regola per dare un colpo alla botte, dopo aver più volte picchiato il cerchio.

Tutto parte dall’immondo troiaio nel quale sguazza affannoso e compiaciuto l’uomo più importante d’Italia. Senza entrare in troppi dettagli, come ormai sappiamo, nelle molte ville del premier lo scenario è più o meno costante: una cena lussuosa in un contesto elegante, un dopocena orgiastico con 10-12 ragazze e qualche vecchio bavoso e – a notte fonda – tutti a casa (meno 1 o 2 fortunate), non prima di aver ricoperto le gentildonne di banconote da 500 (mi dicono che esistano da qualche parte, pare siano viola), monili d’oro e diamantini, assegni circolari e – talvolta – lussuosi appartamenti in comodato gratuito.

L’emergere nero su bianco di quanto già si sapeva ha scatenato ovviamente un vespaio e tra le vespe più chiassose sono le “donne del PD”, che hanno promosso una raccolta di firme “in tutta Italia” (dalle Alpi a Lampedusa, senza saltar nemmeno un borgo), al fine di ripristinare la dignità delle donne violata da queste vicende. Violata? e da chi, ma dal presidente del Consiglio, ovviamente, dato che – scrivono rivolgendosi a lui – “E’ intollerabile che proprio lei, che a parole sbandiera il primato del merito e della famiglia, nei fatti cerchi solo un patetico acquisto di favori sessuali, riducendo le donne a merce e oggetto di scambio. Le donne di questo Paese sono altro: sono talento, lavoro, impegno, fatica, bellezza, cuore, passione, dignità e serietà. In nome della nostra dignità e serietà, esigiamo rispetto”. Le donne del PD nel loro documento dicono di non voler esprimere giudizi morali sulle donne coinvolte. Male, molto male, io direi che si possono esprimere e in modo assai netto…

Infatti, quello che scrivono è tutto molto bello, tutto molto commovente, ma mi convince poco. Le donne infatti non sono solo questo, ma sono anche altro, come emerge dalle intercettazioni e dalle carte. Le donne italiane sono al pari degli uomini italiani (me compreso) responsabili del degrado civile e morale del Paese e continuare con questa logica vecchia, manichea e antistorica che vorrebbe l’uomo perennemente responsabile e la donna eterna vittima inconsapevole non aiuta nessuno, nemmeno le donne.

Mi dispiace, ma non riesco a commuovermi e sentirmi solidale con le gemelline De Vivo (che al telefono manifestano senza remore tutto il loro disgusto per l’anziano premier che sollazzano in pubblico), come non ho simpatia per quella Iris che ipotizza come forse sia giunto il momento di iniziare a compiere qualche furtarello nella casa, per arrotondare le entrate. E non riconosco certo la femminilità offesa in quella donna che ridendo dice di aver guadagnato in una sera “quello che un cristiano qualunque guadagna in 6 mesi” o quell’altra che pretende dal premier “stabilità”, uno stipendio (per far cosa?), solo per non trovarsi ad essere “una morta di fame con la laurea”.

No, non mi sento di parlare di dignità delle donne violata. Queste sono spietate, ciniche e moralmente abiette, allargano le gambe non perché coercite, minacciate o sfruttate da padri/padroni, ma perché è la via facile al denaro e alla finta celebrità di un reality o di una comparsata come “topolina” in qualche orrido programma Mediaset. Talvolta con il consenso della cara mamma (“Mamma, solo per te la mia canzone vola… Mamma, tu sei con me, tu non sarai più sola!”… così si cantava nel nostro Paese familista e amorale) visto che ci sono telefonate alla famiglia, con dettagli su quanto guadagnato in una sola sera (si chiede mammina come debba dare il cambio la sua figlia adorata per 4-5000 euro in una sola sera?).

Insomma, non mi sento tanto solidale. Penso ci sia una differenza non da poco tra le puttanelle con stivali di Prada che sgomitano per essere le prescelte per la notte e una ingenua ragazza albanese o nigeriana che sogna di fare la commessa, la parrucchiera o l’operaia in Italia e si ritrova violentata dentro un furgone da qualche connazionale che sotto la minaccia di una secchiata di acido la costringe a battere in strada.

Questo Paese ha bisogno di risollevarsi e per farlo bisogna anche buttare al macero un po’ di retorica facile e banale. Compresa questa, perché è ora di finirla di credere che le donne siano delle bambine incapaci di compiere scelte e determinare (nel bene e nel male) il proprio destino, perché perennemente sballottate dalla volontà del maschio. Io non penso sia così, perché credo nella parità. Parità di opportunità e parità di responsabilità.

Ecco, quello che dovevo dire l’ho detto. Prometto che il giorno in cui leggerò che la signora Merkel invita nella propria Stube nella Foresta Nera 20 ballerini cubani a torso nudo e calzoncini tirolesi che ballano e si strofinano su di lei e su altre due sue amiche settuagenarie non raccoglierò firme in difesa della dignità maschile offesa!

In quanto a Berlusconi, mi è venuta in mente una delle scene più tristi, desolanti e drammatiche del Ludwig di Luchino Visconti (sostituisci i ragazzi con le ragazze, sostituisci Linderhof con Arcore e il gioco è fatto). Ludwig venne rimosso dal potere da una congiura di palazzo e morì suicida… Certo non auguro assolutamente a S.B. lo stesso epilogo, ci mancherebbe altro, ma penso che ora la congiura ci vorrebbe proprio…

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12 risposte a No, la Sorellanza no…

  1. Any ha detto:

    “ballerini cubani a torso nudo e calzoncini tirolesi”?

  2. marckuck ha detto:

    Si, hai presente quelli a mezza coscia, verdi con le stelle alpine ricamate sulla bretella?

  3. annalisa ha detto:

    Secondo me non hai centrato il nocciolo del problema.
    Non ci si preoccupa paternalisticamente delle signorine intrattenitrici e del loro destino che , se maggiorenni, si scelgono e si “grattano” penalmente e moralmente da sole.
    Il fatto offensivo e’ il passaggio logico della meritocrazia del lavoro e della politica misurata in capacita’ sessuali .
    Ricordati come, si dice, abbia avuto il ministero pari opportunita’ una donna.
    E questa equazione espressa o no, ma data per ovvia da una persona potente e con influenze sui mezzi di comunicazione ci ributta brutalmente agli anni 50/60 senza la rete di sicurezza del perbenismo.

  4. alexsandra ha detto:

    Son d’accordo con i concetti che esprimi e forse il mio sarà un commento ancora più antipatico perchè non ho mai creduto alla solidarietà tra donne, la mia solidarietà va a chi si merita la mia stima e il mio rispetto senza distinzione tra i sessi e non è certo questo il caso. Non avranno mai la mia solidarietà persone che ignorano o, peggio, si dimenticano che essere una donna significa non perdere mai la dignità, l’eleganza, il rispetto verso se stesse, men che meno per mera convenienza economica o per sete di potere. Gli uomini che mercificano l’amore, che tradiscono le loro donne lo possono fare perchè ci sono donne compiacenti e senza scrupoli che glielo consentono.
    PS: proprio sicuro che siano di Prada gli stivali? Non vorrei mai aver qualcosa in comune con le “bavosette” di SB & C…

    Alexsandra

  5. mgrace ha detto:

    Sorellanza, solidarietà che parole grosse per delle persone che mi paiono ben consapevoli di quello che stanno facendo, sorvolo sulla minore età dato che il comportamento della signorina di questo caso si è dimostrato degno di una donna matura, ha utilizzato la storia per farsi pubblicità in modo egregio. La sorellanza non esiste, mi dispiace per le donne del pc, altrimenti non ci sarebbero donne che non si fanno scrupoli di fare gli “occhi dolci” a uomini che sanno essere sposati ad altre donne, la solidarietà ci dovrebbe essere tra persone per cose più importanti di queste, indipendentemente dal sesso o dal colore delle persone.

  6. marckuck ha detto:

    @ Nalisa, convinto in parte…
    @ Alexsandra, convinto in parte…
    @ Mgrace, convinto del tutto… 🙂

  7. nodders ha detto:

    non sono d’accordo.
    le vedo anch’io, le puttanelle di Arcore, come vittime -più o meno compiacenti- di una società dove sempre di più la donna e’ vista in termini di sfruttamento sessuale.
    E di questo ha colpa al 100% Berlusconi e il suo potere fondato sulla TV, che non a caso e’ piena di pubblicità sessualmente esplicite, veline col culo di fuori, programmi alla Grande Fratello etc etc, che non hanno fatto niente per educare il Paese a considerare la donne come qualcosa di più che un bel panorama. E poi scusate tanto se c’è n’è qualcuna che ne approfitta. Queste poverelle mica si son fatte il femminismo degli anni 60, mica leggevano De de Beauvoir a 15 anni o sono cresciute in un ambiente dove la sostanza e’ più importate dell’effimero. E no, sono cresciute a DriveIn e Grande Fratello. Chissà da quale giovane eta’ si sono viste considerate perché belle e null’altro. Chissà quanti uomini prima di Berlusconi le hanno aduleggiate per culo e poppe.
    Sarei anch’io più critica della Ruby, se non fosse che sul video su UTube di una sua serata in discoteca a Genova (in cui si destreggiava male in una finta danzetta sado-maso) c’era la fila di commenti arrapati da giovani italiani, della serie se potessi pure io me la farei e chissefrega se e’ minorenne. Grazie tante. Lo dicono in pubblico, non si rendono conto di quanto questo, in una società dove c’è parvenza di equità fra i sessi, sia allucinante. I commenti sul Daily Mail (non certo una testata liberale e illuminata) erano di tutt’altro tono.
    Sull’affair Clinton, quando una giovane stagista mise nei guai l’uomo piu potente del pianeta, non si disse “e’ tutta colpa di lei” che non si fece “scrupoli di fare gli “occhi dolci” a uomini sposati ad altre donne”, no, giustamente si critico’ Clinton per non aver saputo tenerselo nella patta e aver, in un colpo solo, messo a repentaglio matrimonio e presidenza. L’adultero e’ ben più colpevole dell’adescante.
    Quindi sorellanza per le vittime di Arcore, vittime di una società dove la parità fra i sessi e’ un utopia. Certo non e’ politically-correct, ma un po’ di simpatia a me le puttanelle me la fanno. Tanto a 35 anni saranno pure loro troppo vecchie o troppo brutte per piacere al sultano, che magari le parcheggia in Europarlamento (signorina Minetti sarebbe il caso di licenziarsi, pero’) ma intanto l’estate e’ finita, care cicale.

  8. marco ha detto:

    Nodders, di solito sono molto d’accordo con te, ma stavolta non tanto. Non penso che esista in questo caso come in nessun altro caso una responsabilità della “società” intesa come un corpo separato dalla somma dei suoi componenti.

    La società sessista non è colpa di Berlusconi, ma è colpa di tutti, donne comprese. Non mi piace l’idea che le persone (soprattutto se donne) siano pure e senza colpe e la “società” sia responsabile di ogni male, senza chiedersi da chi questa società sia composta…

  9. zauberei ha detto:

    Io quoto moltissimo Annalisa.
    Sono allergica alla sorellanza di genere, per via del fatto che io con la Santanchè non posso condividere neanche un cesso pubblico, se può confortare non vado oltre al cesso con diverse femministe storiche. Ma non sono d’accordo e talora arrivo ad essere irritata – naturalmente non con te di cui ho letto altri post con cui mi sono sentita in sintonia – quando non si percepisce che il sessismo è 1.un problema di blocchi culturali non di blocchi di genere, 2. un problema che lede entrambi i generi, sia per pe possibilità psicologiche evolutive di entrambi – cosa che i più ritengono aerea e non capiscono ma io che sono psicologa ci posso letteralmente mangiare – sia per questioni pratiche che riguardano entrambi: non solo le femmine hanno figli senza nido, parenti disabili, genitori anziani. Economicamente il sessismo risponde anche a una gestione di lavoro oggi impraticabile perchè in due con uno stipendio solo campano solo i privilegiati. Quindi quei problemi che prima erano solo delle donne ora sono per forza di cose di entrambi.
    La prostituzione è il mestiere più antico del mondo perchè alligna in una disparità di potere antica come il mondo – la stessa che chi è a sinistra si occupa di ridurre il più possibile. Perchè i buchi Marckuck li hanno tutti, sono i soldi e il potere che sono nelle mani di pochi. Se un uomo politico si dedica alla prostituzione il suo privato diventa un messaggio politico e quel messaggio fissa nel marmo l’asimmetria di potere: le donne devono stare sempre sotto a chiavare, gli uomini ogni tanto elargiscono quattrini.
    Vedi a me non è delle signorine che mi preoccupo, e del fatto che io non sono un complemento oggetto del discorso politico ma solo una serie di complementi secondari, un parlare di, un servirsi di. Ma se io sono nel tuo stesso tessuto sociale – e io e te condividiamo delle cose, se affossano me, affossano parte anche di te. E dei tuoi diritti.
    Ecco perchè ti devi incazzare con le mignotte di regime, e sostanzialmente essere più coerente con altre cose che hai scritto.

  10. marckuck ha detto:

    Insomma, un post riuscito male… non sono stato capace di spiegare quello che mi frulla per la mente. Talvolta capita.

  11. mgrace ha detto:

    Marckuck secondo me non hanno voluto capire.. e mescolano le cose. Il femminismo e la liberazione sessuale non centrano nulla con le azioni di queste signorine, come non ha nulla a che vedere con la prostituzione, sono delle libere imprenditrici di se stesse, ben consapevoli di quello a cui si espongono. Troppo comodo dare la colpa a chi ha il denaro e il potere esse semplicemente lo usano, come chi ha il denaro lo usa. Con questo non voglio fare del Presidente del Consiglio una vittima. Per quel che riguarda il sessismo vorrei dire una piccola cosa, tralasciando il discorso denaro……… siamo noi donne per prime che educhiamo i nostri figli femmine o maschi che siano.
    Ci sono delle domande che vorrei fare ma mi fermo qui perchè non vorrei scatenare polemiche.

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