3 Memorie

E’ la Giornata della Memoria. Ho ritrovato un post di ormai 5 anni fa e rileggendolo mi accorgo che questo piccolo contributo personale (del tutto privo di valore storico, filosofico o scientifico) riguarda fatti che sono accaduti, che ho toccato con mano e che continuano a tornarmi alla mente quando sento parlare della Shoah, ancora oggi, anno dopo anno…

Memoria 1. All’elementari c’era una bidella (oggi non si chiamano più così, ma ci siamo capiti) che era stata rinchiusa in qualche campo, non so perchè. Era cortese, gentile con i bambini, parlava strano ed era oggettivamente eccentrica. Aveva un numero marchiato sul polso e i bambini – sempre crudeli – la prendevano costantemente in giro e le facevano un sacco di scherzi, punendola per questa sua dolce e per noi incomprensibile stravaganza. Io però non lo facevo, grazie al cielo la mia famiglia mi ha dato un bel pacchettino di principi e ha vigilato fin da subito perché ne facessi tesoro, principi che tuttora tengo stretti e che allora, nella mia semplicità di bambino, si concretizzarono in un paio di pastine portate alla signora nel giorno del mio compleanno. La ricordo così, molto magra, sorridente, con i lineamenti strani, i capelli di vario colore e la bocca sporca dello zucchero della “diplomatica”…

Memoria 2. Baldo, l’uomo che veniva a curarci il giardino, teneva nel salotto di casa, protetti in una vetrinetta, alcune oggetti assai bizzarri: gavettine, pezzi di corda, lo scheletro di un proiettile tracciante, una cartucciera, cose così insomma. E poi una candela. Il signor Baldo la prese in mano, con delicatezza estrema, come fosse di cristallo. Me la porse e io la osservai da vicino. Aveva una consistenza diversa dalle candele solite, come fosse più unta… un odore leggero, indefinibile… un colore a metà tra il verde militare e il sabbia. Era una candela che faceva un po’ paura, non tanto per l’oggetto in se, quanto per il grande rispetto che il signor Baldo ci metteva nel maneggiarla e che faceva di lei la regina indiscussa della vetrinetta. Il signor Baldo, sottovoce e senza l’abituale tono ironico, mi disse che quella candela una volta era stata una persona. Una persona che aveva solo la colpa di pregare Dio in un modo diverso dal nostro.

Memoria 3. Un giorno per un giornaletto locale ho intervistato un signore, ex prigioniero in Germania in un campo secondario, di quelli sui quali non si fanno i documentari (Zeithein mi pare, o qualcosa del genere). Era gentile, mi ha raccontato di come venne preso prigioniero in Grecia dopo l’8 settembre, di come nel campo ci fosse anche suo fratello 19enne che era entrato nella Resistenza. E mi raccontò del giorno in cui il fratello collassò per gli stenti e lui lo vide mettere nel forno ancora vivo.

Non è vero che tra il 1939 e il 1945 non è successo nulla di tutto questo. Almeno queste tre cose le ho appurate di persona, sono accadute. E fanno male.

 

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4 risposte a 3 Memorie

  1. alexsandra ha detto:

    “Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.»”

    Anna Frank, 15 luglio 1944

    Da piccola l’avevo quasi imparato a memoria, è passato del tempo qualche frase la ricordo ancora e quasi mi spaventa quanto sia ancora così attuale…

  2. nodders ha detto:

    Leggo sul Messaggero: “Giorno della memoria, sondaggio choc: «In Italia è antisemita un giovane su 5»”

    L’articolo e’ illuminante di quanto diffuso -e tollerato- sia tuttora l’antisemitismo. Tanto facile dire “i nazisti quei cattivi” ma poi, sotto sotto, le cose sono piuttosto preoccupanti.

    E nella Giornata della Memoria, mi pare giusto ricordarsi di quell’intelligentone di Wilfried Böse, detto Boni, membro fondatore del gruppo militante tedesco d’estrema sinistra “Cellule Rivoluzionarie”. Egli guido’ il dirottamento nel 1976 del volo Air France a Entebbe, in Uganda. Ad un passeggero ebreo che gli mostrava il tatuaggio di Auschwitz, il prode Wilfred rispose: “Non sono un nazista, sono un idealista”.

    Non vorrà dire nulla, ma a me l’immagine dei poveri sopravvissuti ai campi di sterminio che hanno dovuto sopportare, oltre all’ingente peso dei ricordi, anche l’umiliazione di non vedere il mondo rinsavito…

    E se da un lato mi offendono coloro, intellettualoidi o semplici neanderthal, che negano l’olocausto, non mi sembrano da meno coloro che il 29 gennaio saltano fuori con “ma, anche quest’anno la fanno lunga con gli ebrei… e che sono morti soltanto loro… e che se Hollywood fa un altro film su Auschwitz…”. Ne ho sentite in vita mia…

  3. Marte ha detto:

    Il giorno della memoria forse riguarda più il presente che il passato.
    Film consigliato per oggi: L’Onda. Non stupiscano certi sondaggi.

  4. lordbad ha detto:

    Bel Post! 🙂

    Un invito a riflettere sul vero senso della memoria anche su Vongole & Merluzzi … Spero avrai modo di ricambiarci la visita 🙂

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/01/27/olocausto-amnesico/#comments

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