Seducendo il dottor Lewis…

Ieri pomeriggio mi sono imbattuto in un film “minore”, una commedia canadese francofona (cioè del Quebec) dal sapore agrodolce che mi ha fatto riflettere e venir voglia di cucinare.

Il film in questione è “La Grande Seduzione” (2003). In un paese di pescatori situato in un remoto angolo del Quebec la crisi economica del settore pesca ha messo in ginocchio tutti gli abitanti, costretti da 8 anni a vivere di sussidi pubblici con le inevitabili conseguenze di una situazione del genere: depressione, imbruttimento, emigrazione, litigi… Finalmente un giorno appare all’orizzonte una soluzione possibile: l’apertura di una fabbrica di ciotole di plastica, favorita dalla legislazione premiale per gli investimenti in aree depresse, che potrebbe dare lavoro a praticamente tutto il paese.

Se venisse aperta la fabbrica, il film sarebbe finito dopo 12 minuti, ma ovviamente non è andata così liscia. Infatti, perchè si possa intraprendere tale onerosa attività economica, l’azienda madre richiede tassativamente la presenza di un medico in loco e chi mai vuole andare a vivere in un simile posto sfigato e dimenticato da tutti, compreso Dio ed escluso il fisco? Chi se non il dott. Christopher Lewis, ovviamente…

Il dottor Lewis è quanto di più distante dal borgo di pescatori si possa immaginare… fa il chirurgo plastico, sembra il Ken eterno fidanzato della Barbie, veste sempre griffato (con preferenza Ralph Lauren e Gant, mi pare di aver notato…), tira di coca e guida la Porsche ma – per i casi della vita – si trova a dover passare un mese nel villaggio sfigato e questo sarà il solo lasso di tempo che gli abitanti avranno per convincere il dottorino fighettino a mollare tutto e rimanere lì con loro… E’ per questa ragione che l’intero paese viene coinvolto in una serie di inganni, mascheramenti e finzioni ai danni del “povero” dottore, letteralmente buggerato sul piano umano e personale.

Ovviamente la divertente commedia degli equivoci alla fine produrrà un nuovo amore e un trasferimento del dottorino in pianta stabile nel villaggio sfigato, consentendogli di riscoprire l’umanità della Medicina e della vita semplice… Mentre il paese conosce una rinnovata prosperità, grazie alla fabbrica di plasticame.

Insomma, un happy ending classico, anche se rimane l’amaro in bocca perchè un’attività romantica e nobile come la pesca viene spazzata via dall’economia globalizzata, un intero villaggio snaturato nella sua identità più profonda e la soluzione trovata nella alienante e standardizzante attività di una fabbrica che produce articoli anonimi e senza gusto… Insomma, alla fine tutti questi hanno uno stipendio, che non è poco, ma non è neppure tutto per connotare l’intima essenza di una persona.

Tra le cose che mi hanno ispirato in senso positivo, invece, la citazione del piatto preferito del dott. Lewis – il filetto alla Strogonoff – che viene spacciato per il piatto tipico locale dall’osteria/stamberga del luogo. E’ un piatto che piace molto anche a me e si fa così:

1. procurarsi adeguata quantità di filetto (diciamo 150 gr. a persona);
2. asciugarlo, infarinarlo e schiacciarlo un pochino;
3. scottarlo per un minuto per parte in una pentola molto, ma molto calda, con del burro e scalogno tritato piccino picciò;
4. togliere il filetto e tenerlo al caldo;
5. aggiungere all’intingolo creatosi in cottura una spolverata di polvere di funghi secchi, del cognac (a occhio… più è costoso, più viene buono e meno ne serve), 150 di panna fresca (i russi direbbero acida, ma qua non siamo in Russia), due cucchiaini di senape e uno spruzzo di salsa worchester;
6. fare fiammeggiare (senza tenere la faccia sopra per veder se viene bene…);
7. mescolare l’intingolo un paio di minuti a fuoco basso e poi rimettervi la carne per un altro minuto per lato;
8. servire con riso pilaf o con patatine novelle bollite (NO fritte o al forno, non si faccia casino con le cotture e i sapori).

Si fa bella figura… garantito.

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2 risposte a Seducendo il dottor Lewis…

  1. nodders ha detto:

    La sinopsi del film mi ricorda molto la serie TV “Northern Exposure” (conosciuta in Italia col nome orribile di “Medico fra gli orsi”): giovane medico ebreo newyorkese fresco di laurea viene spedito per 4 anni in Alaska a far la guardia medica in un paesino disperso nel profondo Nord per ripagare un prestito universitario.

  2. alexsandra ha detto:

    Dopo la querelle estiva sui croque monsieur Miss Lucas non ha nulla da eccepire sul suo filetto alla Strogonoff, specie al punto 6. 😉

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