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I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi“, così recita il primo comma dell’art. 17 della Costituzione. Senz’armi. Potrebbe sembrare ovvio ma, nel 1947, si è ritenuto giusto scriverlo, considerato che era ancora ben vivo il ricordo delle squadracce fasciste che nei primi anni ’20 avevano dato vita a non pochi assembramenti violenti, culminati nella tragica farsa della Marcia su Roma.

Anche oggi i fascisti, gli antidemocratici, i nemici della gente perbene, i violenti e i cattivi si vestono di nero. Anche oggi usano spranghe e bombe e anche oggi mirano a sovvertire le regole della convivenza civile, vogliono impedire il cambiamento, il progresso, vogliono accrescere il disagio sperando di prosperare su di esso, come i ratti prosperano quando aumenta l’immondizia.

Le squadracce nere di oggi non sono persone che vivono nel disagio, non sono precari spaventati dal futuro. Quelli li conosco, anche professionalmente. Si arrabattano, fanno colloqui di lavoro, accettano lavoretti infimi pur di riuscire a pagare l’affitto. Questi no, sono dei nullafacenti che possono permettersi un viaggio in Grecia ogni mese, come racconta il criminale demente intervistato da Repubblica quest’oggi. E’ gentaglia che vive solo per trovare un’occasione per picchiare, distruggere, bruciare, forse pure uccidere… Ed è vergognoso che questo fannullone osi tirare in ballo le donne morte a Barletta, quelle si vittime vere di una società cattiva, donne oneste che lavoravano come schiave e che certo nessuna auto comprata a rate alla quale viene dato fuoco può far ritornare in vita.

Forse in mezzo a questa gentaglia ci stava pure qualche provocatore della polizia, vallo a sapere. In fondo, purtroppo, storicamente una parte degli apparati di sicurezza ha sempre pescato nel torbido, come le vicende genovesi del G8 ci hanno insegnato. E che la violenza dei blackblock sia funzionale al mantenimento del sistema emerge chiaramente dai titoli compiaciuti dei giornali di destra, solerti a equiparare gli assassini mancati con i manifestanti pacifici con gli studenti e i precari veri (non quelli delle vacanze mensili in Grecia) messi sullo stesso piano di quanti cinicamente e violentemente agiscono per fare in modo che precariato e miseria rimangano la cifra distintiva per una generazione di giovani che questi maledetti schiavi/fiancheggiatori del più bieco potere politico ed economico dimostra di odiare.

E così i vari Sallusti o Belpietro – veri e propri blackblock della carta stampata – possono permettersi di fare con tutta l’erba il classico fascio (e che Fascio!) e anche stavolta si è persa l’occasione nel nostro disgraziato Paese di fare qualcosa di buono, di pulito, di giusto.

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4 risposte a 17

  1. grace ha detto:

    Marco non darei loro un’esatta collocazione politica, non ce l’hanno a loro basta andare e spaccare tutto, c’è stata negli anni 60/70 tutta una genia simile che si proclamava di sinistra, secondo me ora gli stessi sarebbero nei blackblock se ne avessero l’età. Sono gli stessi che vanno allo stadio a creare problemi e il metodo di reclutamento è molto semplice. Li fanno sentire importanti, potenti nel loro creare la “guerra” considera che anche andare allo stadio per questi è come partecipare ad una guerriglia, il colore è solo un caso, spesso non sanno nemmeno di cosa parlano, nel senso di storia politica, conosco un ragazzino che era stato tirato dentro allo stadio al quale veniva infarcita la testa con falsi storici, una sorta di lavaggio del cervello per fortuna ne è uscito fuori prima di farsi e fare del male. Vedi il problema maggiore qui nella nostra nazione è che non c’è certezza di una pena, nel senso che anche se li trovano si fanno un pochettino di tempo in prigione e poi se ne tornano fuori considerati ancora più fighi (concedimi il termine), se dovessero ripagare tutti i danni che fanno forse la cosa sarebbe diversa, sinceramente io li manderei ai lavori forzati per far loro ripagare con la fatica tutto quello che distruggono. Seconda cosa chi organizza queste manifestazioni proprio per non renderle vane non dovrebbe permettere loro di partecipare, non si accoglie in un corteo pacifico una persona con il passamontagna o il casco che lo cela, chi si nasconde lo fa perchè vuole fare danno.

  2. alexsandraclaudia ha detto:

    Chapeau sia al post che al commento di Grace vorrei solo aggiungere che chi vuole manifestare il proprio dissenso lo fa mostrando il proprio volto e facendo ascoltare la propria voce non certo incappucciandosi e scagliandosi contro chiunque e contro le forze dell’ordine ai quali per stipendi da miseria viene chiesto di rischiare la vita. Tutto questo denota un precario equilibrio sociale creato anche dalla attuale classe politica, attenta solo ai propri interessi tanto da non accorgersi che sono passati dieci anni dai fatti di Genova e il copione si è ripetuto, o vogliono farci credere che stavolta è andata bene perchè non ci è scappato il morto?!

  3. marckuck ha detto:

    Concordo con Grace. Sul punto della collocazione politica, io sono sicuro che esistano due visioni – la destra e la sinistra – e che siano entrambe necessarie, perché una società ha bisogno di valori egualitari, riformisti, volti al cambiamento, ma anche di valori che mirano alla conservazione, alla tradizione, alla salvaguardia delle identità. E sono pure sicuro che entrambe – destra e sinistra – abbiano sviluppato delle pericolose patologie. Quella di sabato scorso è una patologia della sinistra

  4. yorick ha detto:

    A me colpisce un’altra cosa: Mentana intervista Lavitola. Il duo Bonini & Foschini un blackblock. Il quale blackblock, o total black – come li ho sentiti anche definire nel TGLa7, dopo aver fatto sapere che è pugliese, ha trent’anni e una laurea, fa tutta questa tirata su come sono organizzati, come si muovono, le “falangi”. Ci dice e lo dice a un intero paese e alle intelligence che “i primi 500 si sono armati a inizio manifestazione e avevano il compito di devastare via Cavour. Altri 300 li proteggevano alle spalle, per evitare che il corteo potesse isolarli. L’ordine che avevano i 300 era di non tirare fuori né caschi, né maschere antigas, né biglie, né molotov, né mazzette fino a quando il corteo non avesse girato largo Corrado Ricci. Non volevamo scoprire con gli sbirri i nostri veri numeri”:
    E sciorina che ci sono ” tre gruppi di specialisti. C’è chi arma, recuperando in strada sassi, bastoni, spranghe, fioriere. C’è chi lancia o usa le armi che quel gruppo ha recuperato. E infine ci sono gli specialisti delle bombe carta”. Per non parlare della faccenda del Ducato bianco.
    Ebbene mi sembra di leggere alcuni dei post di Marcuck su qualche episodio di guerra. E mi domando: F. pugliese trentenne laureato è un cretino che dichiara guerra e prima di vincerla rivela tanto di sé e dei suoi al “nemico”, lo Stato? Suona come in certi gialli televisivi in cui il cattivo fa la spiega al detective, nella convinzione di averlo in pugno prima di finirlo, ma il detective lo incastra e quella esibizione di arroganza diventa la pietra d’angolo della sua incriminazione.
    O F. pugliese trentenne laureato è semplicemente un mitomane, appassionato di strategie militari che accampa parentele coi blackblock solo per potersi vantare con qualcuno o qualcuna che è lui, è proprio lui quello che ha rilasciato un’intervista a Repubblica.
    Mah.
    E posto che sia veramente il cretino di cui prima, che fanno le intelligence prima e dopo certi eventi? Possibile che invece di qualche raid in qualche abitazione che si scopra essere centrale dei blackblock, leggiamo comodamente in poltrona su Repubblica lo scoop di due giornalisti due giorni dopo gli scontri?
    Secondo “mah”.
    Può bastarci a questo punto che Maroni vada a riferire in Parlamento?
    Terzo “mah”.
    Davvero povero “nostro disgraziato Paese”.

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