Not in My Name…

Qualche giorno fa il viceministro Michel Martone ha detto che “chi si laurea a 28 anni è uno sfigato”. Il giovane viceministro (37 anni) si è laureato con lode a 24 anni e a 29 anni era già professore ordinario. Un genio? è lecito dubitarne.

La Voce.Info molto opportunamente pubblica i verbali della commissione che ha deciso di portare il ragazzino all’apice della carriera, raggiungendo neppure trentenne un ruolo che – ad esempio – Costantino Mortati (e chi mi conosce sa cosa significa per me tale nome…) ha raggiunto solo a 45. La mia convinzione è che questo personaggio sia stato promosso per ragioni misteriose, al di la di ogni merito e ogni prestigio accademico (del quale è privo) e con la stessa perplessità di alcuni membri della commissione, che evidentemente hanno dovuto sottostare per quieto vivere a una scelta di tipo familistico, forse politico, certo non meritocratico.

Non serve a niente, non porta a nulla, però credo che sia doveroso compiere delle scelte di tipo civile e morale, anche piccole, anche inutili… sussurrando la verità ogni volta che questo sia possibile. Pertanto ho deciso di inviare la seguente mail firmata e da indirizzo istituzionale (uniud) ai 5 professori che hanno siglato con la loro responsabilità o il loro silenzio questo squallido avvenimento. I professori sono:

prof. Mattia Persiani – Università Luiss
prof. Roberto Lessi – Università Luiss
prof. Franco Liso – Università La Sapienza
prof. Marcello Pedrazzoli – Università di Bologna
prof. Silvana Sciarra – Università Luiss

Di seguito il testo della lettera che ho inviato:

Preg.mo Professore,

Ho letto con attenzione la Relazione Finale della commissione che ha riconosciuto l’abilitazione quale professore ordinario al dott. Michel Martone, attuale viceministro.

Il lavoro della commissione è certo ineccepibile dal punto di vista giuridico-formale, ma è altresì noto che le maglie dell’etica e del decoro siano assai meno larghe e labili di quelle del diritto e quindi – da cittadino e da professore precario – ritengo mio obbligo morale comunicare a Lei e ai suoi colleghi il mio insopprimibile disgusto verso l’operato della commissione medesima, che ha portato in cattedra al livello più alto un giovane quasi neo laureato, privo di pubblicazioni di rilievo, notorietà interna o internazionale o significativa esperienza d’aula.

Sulle prime pensavo che la valorizzazione dei giovani fosse una caratteristica del mondo giuslavorista, mondo al quale non appartengo essendo la mia formazione e i miei interessi più legati al diritto costituzionale. Scopro però che due “eroi” civili come Massimo D’Antona e Marco Biagi – che hanno pagato con il sangue e la vita il loro impegno scientifico – sono diventati ordinari rispettivamente a 36 e 37 anni, cioè con 7-8 anni di ritardo sul talentuoso Martone e lo stesso “passo da tartaruga” pare essere stato tenuto dagli stessi componenti la commissione, nessuno dei quali è giunto all’ordinariato in così giovane età e con così pochi titoli scientifici. Quali siano le ragioni per le quali questo sconosciuto di nascita fortunata e relazioni sociali brillanti abbia bruciato le tappe così oltre la logica mi sono ignare e non so per quale ragione Lei abbia sottoscritto una scelta così evidentemente eccentrica rispetto a quello che accade in tutte le università più rispettate del pianeta. Non so la ragione, come dicevo, e neppure mi interessa: gioco di scambi? Ignavia? Quieto vivere? Tornaconto personale? La sostanza in fondo non cambia, visto che dai giudizi stesi dalla commissione medesima, sono più gli aggettivi di cauto biasimo che quelli di lode nei confronti del porfirogenito Martone.

Egregio Professore, non voglio farla inutilmente lunga, tanto il senso di questa lettera Le è certamente chiaro. E – aggiungo – che da questa non mi attendo nulla, tanto meno un’ammissione di responsabilità. Ma era per me necessario inviarle queste riflessioni perché non voglio che si creda che nelle università italiane tutti noi si confonda autocrazia con autorevolezza, si tenga la testa bassa sperando di trarne un beneficio oppure ci si adegui all’andazzo contribuendo con l’omertà al lento ma costante declino di una delle istituzioni fondanti di una società evoluta, civile, ordinata e democratica.

Cordialmente

Dott. Marco Cucchini
Docente a Contratto di Diritto Pubblico Comparato
Cittadino della Repubblica Italiana

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16 risposte a Not in My Name…

  1. navide ha detto:

    Facci sapere se per qualche motivo strano uno (o piu’???) dei prof ti risponde…
    (speranza vana, lo so..)

  2. Cristina ha detto:

    Se potessi firmarla anch’io lo farei. Grazie Marco per questa lettera.

  3. Desirée ha detto:

    Grande, Marco! Sono con te!!!

  4. simonetta ha detto:

    un eroe dei tempi nostri.

  5. marckuck ha detto:

    Esatto Simonetta. Come l’Orso Yoghi e Will Coyote

  6. Francesco Scatigna ha detto:

    Aggiungo il mio sostegno con tutto il cuore. Facci sapere se ci sono sviluppi!

  7. Aureo Muzzi ha detto:

    forse potrebbe anche servire a pulire l’aria e non restare uno sfogo pubblico che di questi tempi è già un segnale di vita democratica

  8. Pfd'ac ha detto:

    Sottoscrivo (per quel che vale).

  9. Emanuele ha detto:

    Onorato di essere stato suo allievo.

  10. Andychimico ha detto:

    Bravo Marco! Hai fatto proprio una bella cosa… ma per curiosita’… qualcuno ti ha risposto?

  11. marckuck ha detto:

    Andy, certo che no!

  12. alexsandraclaudia ha detto:

    ” Onorato di essere stato suo allievo” è un commento che vale più di una risposta… e mi ri-commuove :,)

  13. Andychimico ha detto:

    Mi pareva.. vabbe’, onore al merito di averci provato! Tu hai fatto sicuramente la tua parte… e non e’ poco!

  14. marckuck ha detto:

    A tutti gli interessati. Sono passate due settimane da questo post, nessuna risposta. E mettiamo il cuore in pace, non ce ne saranno.

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