Le Dernier

Alcuni anni fa ho trascorso una settimana di vacanza a Parigi e – per una volta non pressato dal tempo – ho trovato pure il modo di visitare il cimitero monumentale di Montmartre dove, nella tranquillità degli alberi secolari e dei vialetti ombreggiati, tra i molti nomi noti e meno noti riposa Francois Truffaut.

Sabato scorso mi è tornato in mente quel pomeriggio a Montmartre, mi sono un po’ immalinconito e così ieri sera ho rivisto “L’Ultimo Metrò“, uno dei capolavori di Truffaut, del 1980, con Catherine Deneuve e Gerard Depardieu.

Il film si svolge nel 1942, Parigi è occupata dalle truppe tedesche da quasi 2 anni, la Gestapo imperversa e per tutta la popolazione la vita è dura, ma questo vale soprattutto per gli ebrei. Nel mezzo della tempesta, in un piccolo teatro di Montmartre la moglie di un regista ebreo (Deneuve) cerca di mandare avanti la preparazione di una commedia, con le mille ovvie difficoltà.

Lei è bella, più bella di sempre (malgrado mia mamma – che ha venduto abiti da donna per tutta la vita – l’avesse stroncata dicendo “non ha punto vita e porta almeno il 46”) con una improbabile cofana biondo platino e il viso imperscrutabile. Bella, energica, coraggiosa ma indecisa in amore, incerta tra il legame profondo con il marito nascosto in cantina e il giovane attore dongiovanni (Depardieu)… Ma non voglio raccontare troppe cose, per non togliere il gusto di vedere il film. Mi limiterò a dire perché mi piace.

Mi piace perché si svolge quasi interamente in un luogo chiuso (il teatro), che potrebbe essere ovunque, pure a Remanzacco o Busto Arsizio, ma per magia il regista riesce a convincermi che quel posto lì può essere solo a Parigi e non una Parigi qualsiasi, ma nella mia Parigi idealizzata, fatta di canzoni accompagnate dalla fisarmonica, voglia di libertà, cultura e giornate piovose. Mi piace perché nell’orrore della guerra, quel teatro sembra quasi un oasi di civiltà e tolleranza, dove tutti trovano accoglienza: la sartina ebrea, la scenografa e l’aiuto regista omosessuali, l’attore militante della Resistenza, l’operaio con un piede nel mercato nero… E quasi viene da pensare che fino a quando te ne rimani tra le sue mura, non ti accadrà nulla di male. E come sembra felice la ragazzina con la stella di David sul cappotto appena un po’ nascosta dalla sciarpa, mentre applaude felice la commedia a due poltroncine appena da un ufficiale della Wermacht!

E poi mi piace perché sono tutti bugiardi e tutti a un tempo stesso onesti. E’ bugiarda Catherine, che si finge sola e nasconde il marito in cantina. E’ bugiardo Gerard, che si spaccia per vacuo rubacuori e invece passa le notti a lavorare per la Resistenza. E’ bugiarda la scenografa che nasconde la sua omosessualità che tanto è nota a tutti ed è bugiardo il tecnico del palcoscenico, che allude ad una relazione con la bella spacciatrice di prosciutti eppure, messo alle strette, ammette di non sapere neppure come si chiama… Tutti recitano nella vita e non solo sul palcoscenico e tutti lo fanno perché le circostanze impediscono loro di rivelare al mondo la propria parte più onesta, pulita e vera.

Infine mi piace perché non ci dice come va a finire. Capisco solo che Catherine ha trovato un equilibrio tra i suoi due amori e tutti sono a loro modo felici, anche se non sappiamo come, ma ci conforta comunque esserne consapevoli. Perché il cinema di Truffaut era il cinema di una persona buona.

E il pensiero, dopo il film, è ritornato ai vialetti del cimitero monumentale di Montmartre. Truffaut ha una sobria tomba di marmo scuro. O almeno credo sia di marmo scuro, dato che quando ci sono stato era letteralmente coperta di biglietti del metrò. Appena ho visto questo silenzioso saluto da parte di noi “amici” sconosciuti, che lo abbiamo amato grazie al suo lavoro straordinario beh, lo ammetto, un groppo in gola mi è salito e anche io ho gettato nel mucchio il mio biglietto.

Era l’ultimo. Almeno per quel giorno.

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Una risposta a Le Dernier

  1. alexsandraclaudia ha detto:

    Estimatrice del genere crepuscolare resto già incantata dal titolo e dalla foto 😉

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