L’imbroglio

Non mi pronuncio sull’ipotesi di riforma elettorale della quale oggi tanto si ciarla, perché essendo tema delicato voglio prima leggere il testo, ma una cosa ci tengo a dirla da subito, forte e chiaro. E’ un imbroglio, un raggiro, un bluff… Perché? Beh, come perché? Perché l’hanno agganciata a una fantomatica riforma della Costituzione per ridurre parallelamente il numero dei parlamentari e per questa non ci sono i tempi. Vediamo perché…

1. Presentazione del disegno di legge di riforma costituzionale tra 15 giorni (10 aprile);
2. ipotizzando una calendarizzazione immediata, per la riforma di due articoli della Costituzione (almeno) ci vanno non meno di 45 giorni a Camera, tanto per essere spediti. Quindi – con un certo ottimismo – possiamo immaginare la fine della I lettura per la prima metà di luglio (15 luglio);
3. decorrono tre mesi e si inizia la nuova lettura (15 ottobre – 1 novembre);
4. la seconda lettura va più rapida, non prevedendo il voto articolo per articolo ma solo la discussione generale in commissione e in aula, quindi ipotizziamo 60 giorni. Nel mezzo la legge di stabilità e il Natale, quindi ipotizziamo che la seconda lettura possa avvenire attorno al 15-20 gennaio;
5. il 15 maggio scade il mandato del presidente della Repubblica e – in analogia a casi precedenti (1992 e 2006) – questo implica uno scioglimento leggermente anticipato delle Camere e – immaginando 60 giorni di campagna elettorale (una via di mezzo tra minimo e massimo previsto dalla Costituzione), allora le Camere possono essere licenziate orientativamente nella prima metà di febbraio, magari il 10 come nel 2006.
6. Se la riforma è approvata con la maggioranza prevista dall’art. 138 in seconda lettura, ci sarebbero solo 20 giorni per tutte le norme attuative (compreso il ridisegno delle circoscrizioni o dei collegi, dato che si è parlato di 500 e 250 e non 475 e 238, com’era nel vecchio Mattarellum), ma…
7. I contrari alla riforma elettorale potrebbero essere circa 120-150. Ne rimangono pur sempre 480 a favore, vale a dire ben 60 più dei 2/3 richiesti in seconda lettura (art. 138, 3). Però, ragionevolmente, con le nuove norme, avrebbero il seggio a rischio circa 90-100 di questi 480. Inoltre, su leggi che riguardano organi costituzionali dello Stato, sia il regolamento della Camera che quello del Senato prevede il ricorso al voto segreto.
8. Basterebbero pochi franchi tiratori che nel segreto dell’urna decidessero di difendere il proprio seggio e poff, la riforma passa ma non con la dovuta maggioranza, bisogna attendere altri 3 mesi per un possibile referendum confermativo (138, 2) e siamo a metà maggio 2013, cioè a elezioni già svolte.

Così – se va bene – la riforma entrerebbe a regime nel 2018.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in "Premio Notaras", Brontolamenti, borbottamenti e invettive, Popoli e politiche e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...