Jimmy, il più grande (?)

E’ possibile stabilire chi sia stato il tennista più grande? il più forte di sempre? il punto di riferimento essenziale? Ovviamente no, perché troppe sono le variabili da tenere presente e soprattutto si tratta di un passatempo invariabilmente ozioso… Rod Laver avrebbe battuto Roger Federer? Che avrebbe fatto Napoleone se ad Austerlitz le forze alleate fossero state guidate da Alessandro Magno? La Grande Inter di Herrera avrebbe battuto il Grande Torino, quello dell’atroce schianto a Superga? E potremmo continuare…

Comunque si può cercare di definire un criterio il più possibile oggettivo per creare una classifica, tante ne sono state avanzate e anche io – in due ore di creativo cazzeggio – sono giunto a stilare una graduatoria, costruita come ora mi sforzerò di spiegare.

Nel predisporre la classifica ho cercato di tener presente 4 diversi aspetti:

1. Prestazioni nei tornei del Grande Slam (vittorie e piazzamenti);
2. vittorie complessive nei tornei;
3. permanenza al 1° posto della classifica mondiale;
4. permanenza nella top-ten.

Per quanto riguarda il punto (1) ho attribuito un punteggio di 200 a ogni vittoria; di 125 per ogni finale raggiunta; di 65 per ogni semifinale e di 25 per ogni quarto di finale, cercando di non distanziarmi troppo dai rapporti attualmente previsti dall’ATP per i tornei dello Slam.

In merito al punto (2), non ho potuto creare una distinzione tra i vari tornei, anche perché nel corso del lasso di tempo considerato (tutta l’era Open, dal 1968 ad oggi) molte cose sono cambiate… tornei sono nati, altri sono cessati, altri ancora hanno acquisito maggiore o minore importanza e quindi ho deciso di omologare, attribuendo per ogni torneo vinto un punteggio di 35 punti, vale a dire una via di mezzo tra la semifinale e il quarto di finale di uno Slam. Sola eccezione, la vittoria al Masters (variamente denominato negli anni) che ho uniformato a una finale di Slam (125 punti).

Per quanto riguarda il tempo di permanenza in vetta alla classifica (3), ho scelto di attribuire un punteggio per ogni settimana al top, nell’ordine di 20 punti a settimana, cioè grosso modo riparametrando il valore di una settimana attuale e infine, ho ritenuto di dare un valore anche alla capacità di rimanere nel tempo tra i primi 10 al mondo (4), calcolata in base all’ultima classifica di ogni stagione, attribuendo un punteggio di 200 punti per la presenza tra i primi 5 e di 125 per la presenza da 6 a 10.

Con che criterio ho scelto i giocatori da inserire in classifica? anche in questo ho cercato di essere il più onesto possibile, considerando solo i giocatori che siano riusciti a raggiungere almeno per una settimana la prima posizione da quando esiste il ranking basato su punteggio computerizzato (1973) e che abbiano vinto almeno 2 tornei dello Slam. Questo quindi ha tenuto fuori dalla classifica giocatori come Marcelo Rios, che non ha mai vinto un torneo dello Slam, così come Thomas Muster o Andy Roddick, che ne hanno vinti 1 solo.

Comunque, bando alle ciance, la classifica finale è questa:

  1. Jimmy Connors (16115)
  2. Roger Federer (15685)
  3. Ivan Lendl (15475)
  4. Pete Sampras (14860)
  5. John McEnroe (10990)
  6. Andre Agassi (10285)
  7. Bjorn Borg (9260)
  8. Rafael Nadal (8310)
  9. Stefan Edberg (7480)
  10. Boris Becker (6725)
  11. Novak Djokovic (5130)
  12. Ilie Nastase (5130)
  13. Mats Wilander (5125)
  14. Lleyton Hewitt (4840)
  15. Jim Courier (4225)
  16. John Newcombe (3300)
  17. Evgenji Kafelnikov (3050)
  18. Gustavo Kuerten (3010)
  19. Marat Safin (2200)
  20. Pat Rafter (1775)

Jimmy Connors (East St. Louis, 1952) ha giocato la sua prima partita “professionale” internazionale nel 1970 e l’ultima nel 1996 a 44 anni, cioè ha iniziato sfidando Rod Laver e Ken Rosewall e finito giocando contro Pete Sampras e Andre Agassi, vale a dire confrontandosi con i più grandi di 6 decadi. E’ stato un tennista straordinario non tanto per l’eleganza dei suoi colpi, ma per il suo carattere indomabile, per la sua longevità sportiva e per il suo incredibile carisma in campo.

Il tennis di Connors era più coinvolgente emotivamente che esaltante dal punto di vista stilistico. Non aveva il genio innato del mio McEnroe, la grazia di Edberg o l’eleganza di Federer e Sampras. Un servizio debole, una seconda di servizio inesistente, un dritto piatto e d’appoggio – più da palleggio che da colpo del KO – e un gioco a volo appena discreto. Eppure… Riflessi straordinari (la sua risposta al servizio è rimasta leggendaria), un rovescio bimane mancino spettacolare, un gioco di gambe da ballerino di samba e una capacità di orientamento e controllo del campo eccezionale. E su tutto la voglia di esserci, di arrivare, una incrollabile volontà e fiducia in se stesso. Non un gentiluomo, ma un gladiatore.

Come fa ad aver vinto Jimmy la mia classifica? beh, ha trionfato in 8 tornei dello Slam (5 Us Open, 2 Wimbledon e 1 Australian Open), raggiungendo 7 finali (4 Wimbledon, 2 Us Open, 1 Australian Open) e ottenendo ben 16 semifinali (7 Us Open, 5 Wimbledon e 4 Roland Garros). Ha vinto 109 tornei ufficiali ATP, per 268 settimane è stato numero 1 al Mondo e per 16 stagioni ininterrotte è stato presente tra i primi 10. A ben vedere, non è poco…

Questo è stato Connors. Un bieco reazionario, imbroglione, bugiardo, commediante. Ma straordinario e adorabilmente impunito… Come nello Us Open del 1991, dove Connors è stato più Connors che mai… Quante notti passate a patire per lui durante quello che è stato forse il suo capolavoro, quando a 39 anni e dopo un anno di totale inattività è riuscito a raggiungere la semifinale. In quell’occasione, non ha battuto campioni stellari, ma ha trovato lungo il suo cammino onesti professionisti molto più giovani e in forma di lui e li ha giustiziati uno a uno, senza pietà, con delle rimonte che sono rimaste nella storia del nostro sport, supportato da una quantità di adrenalina stellare e da un tifo cieco e spietato da parte di tutti gli spettatori del mastellone ribollente di Flushing Meadows, il suo cortile di casa. E se anche io non fossi stato un suo tifoso avrei trovato quasi imbarazzante il sacrificio umano di tanti giovani tennisti in fiore, sbranati sotto gli occhi di una folla plaudente ed eccitata…

E così in quell’occasione, Jimbo nostro nel primo turno ha battuto il piccolo McEnroe recuperando 2 set di svantaggio (46 67 64 62 64), quindi un certo Schapers (62 63 62) al secondo turno. Al terzo turno elimina brutalmente il n. 10 al mondo Novacek  (61 64 63) e al quarto nuovo rodeo con un giocatore newyorkese doc, l’orrendo pallettaro Krickstein (36 76 16 63 76). Ai quarti di finale un altra zuffa, con l’olandese Haarhuis (46 76 64 62) e infine – la sconfitta – con Jim Courier, che sarà un inutile n. 1 un paio di stagioni dopo (62 64 60).

E’ questo personaggio irripetibile che trionfeggia nella mia classifica. Una classifica discutibile, perché non tiene conto di tanti fattori, come il prestigio personale, il carisma, lo stile di gioco. Ma oggettiva, come lo sono i numeri. Una classifica in itinere, perché già a fine di questa stagione Roger Federer potrà aver effettuato il sorpasso, in fondo sono solo 500 punti quelli che lo separano dall’indomito Jimbo. Ma per oggi – 14 giugno 2012 – la vetta del podio è tutta e solo per lui…

Infine una considerazione. Un giocatore avrebbe meritato di essere inserito in questo elenco, per prestigio, fascino e capacità di entrare nell’immaginario degli appassionati: Guillermo Vilas, l’argentino poeta e seduttore. Vilas ha vinto 4 titoli dello Slam, ha raggiunto inoltre 4 finali, 4 semifinali e 4 volte i quarti di finale, ha vinto un Masters e 62 tornei, riuscendo a rimanere tra i primi 10 giocatori al mondo quasi ininterrottamente per 10 anni. Ma non è mai stato n. 1, bizzarrie del Computer. Neppure nel 1977, quando ha vinto gli Us Open e il Roland Garros.

Però mi spiaceva che in questa privatissima e severa Hall of Fame mancasse il suo nome. Ecco, ora c’è.

P.S. volevo fare anche una classifica femminile, ma poi ho pensato che non avrebbe avuto senso: per quanto mi riguarda il vetta c’è Martina Navratilova e nessun file di excel potrà mai convincermi del contrario…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cose di giornata, metafora della vita, Tennis e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Jimmy, il più grande (?)

  1. Paola ha detto:

    ma non ti passa proprio niente…va’, trovati la morosa o tra qualche anno ti aggirerai per i giardinetti snocciolando classifiche, indossando un impermeabile (Burberry, of course) e terrorizzando vecchine indifese….

  2. marckuck ha detto:

    Non vedo l’ora

  3. Pingback: Jimmy fa 60… « Cinema, cibi, canzoni e chiacchiere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...