Grave’s Anatomy

Attenzione, questo post è uno spoiler!

Le persone che corrono felici nei campi di grano del paradiso sono i medici di Grey’s Anatomy. Di regola non mi appassiono alle serie televisive, perché fatico a seguire una vicenda per mezz’ora alla settimana. Però, quando ho modo di poter seguire più episodi in successione, se sono fatte bene, con una sceneggiatura accurata e personaggi ai quali ti affezione beh, allora seguirli diventa un piacere.

È il caso di Grey’s Anatomy, la serie ad ambientazione medico-chirurgica in onda ormai da 6-7 anni negli Stati Uniti e anche da noi. In prodotti televisivi come questo, con molti personaggi e molte storie che si intrecciano tra loro ognuno segue un po’ quello che vuole. E così, le zitelle romantiche si commuoveranno fino alle lacrime per l’eterna, inestricabile e tediosa relazione tra il narciso dottor Sheperd e la gelatinosa Meredith, autoreferenziale e vittimista, perennemente intenta a fissare qualcuno, appoggiata a un muro, imbronciata e con gli occhi gonfi di lacrime.

Io invece guardo altro. Sono attratto dalle catastrofi, che nei telefilm hanno sempre un fondo un po’ comico, e al Seattle Grace Hospital quelle non mancano mai, anzi – a ben vedere – ne sono l’ingrediente principale. Probabilmente in questo ospedale, dove i medici e le specializzande (tutti indistintamente bellissimi, sennò non si può studiare medicina) sono perennemente con le mutande abbassate, dove si perde più tempo a soccorrere chirurghi che svengono nei corridoi o in sala operatoria di quanto non se ne impieghi per curare i malati e dove nulla viene risolto con un paio di pillole, ma tutti devono sottostare necessariamente a una craniotomia o un trapianto di cuore beh, su questo ospedale è evidente che grava una maledizione, una fitta nube di sfortuna, una condanna mitologica per chiunque vi entri…

Lo giuro, ho visto 6 stagioni, che significano 2-3 anni di vita dei protagonisti. A me in 3 anni non è capitato molto e neppure a tutte le persone che conosco, ma invece al Seattle Grace! L’ospedale – dove i chirurghi accoppano un paziente per sbaglio ogni due puntate, con un tasso di malasanità all’altezza dei peggiori casi della Calabria o della Campania – nell’arco di così poco tempo ha conosciuto un’esplosione, due sparatorie, l’arrivo della peste (come a Costantinopoli, nel 1348) e un’alluvione con crollo di soffitto sui pazienti. Niente male per una struttura d’avanguardia, anche se questo è nulla in confronto alla messe di sciagure che colpiscono in modo seriale tutti i protagonisti, nessuno escluso…

Richard Webber è il primario. Gli scovano un tumore al cervello, viene mollato dalla moglie, cade nel tunnel dell’alcool e perde il posto.

Derek Sheperd. Trova la moglie a letto con il migliore amico, il matrimonio va a rotoli, cade in depressione e un bel giorno gli sparano dritto sul cuore, mandandolo quasi all’altro mondo.

Miranda Bailey. Il marito sta per morire nel mentre lei soffre per un parto disastroso. Pochi mesi dopo il figlio finisce in fin di vita e lei stessa viene scaricata dal marito, rimanendo sola e triste.

Meredith Grey. Grigia di nome e di fatto, la madre ha l’alzheimer e poi muore di cancro, lei sta per morire per annegamento e arresto cardiaco e la riportano nel mondo dei vivi che era già incamminata verso il corridoio pieno di luce; il padre va fuori di testa e sparano al suo fidanzato sotto i suoi occhi, costantemente umidi e tristi.

Alex Karev. Si innamora di una tizia che si rivela pazza oltre ogni dire e con manie suicide, che troverà in un lago di sangue nella cucina dell’appartamento in cui vive, poi si lega a Izzie Stevens, che sposa per poi ammalarsi subito di cancro e mollarlo nel più totale dolore appena riesce a guarire. Stava cercando di ritrovare un equilibrio, quando uno che di equilibrio ne ha ben poco gli spara facendolo quasi morire dissanguato su un pavimento lercio.

Cristina Yang. Sparano al suo fidanzato, che poi la ringrazia per l’impegno profuso nella sua guarigione piantandola all’altare, vestita di bianco. In una notte fredda va a prendere un po’ d’aria e viene trafitta da un punteruolo di ghiaccio caduto da un cornicione e conficcatosi a due millimetri dal suo fegato. Per fortuna conosce un nuovo amore, uno sconvolto che in preda agli incubi tenta di strangolarla durante la notte e quindi si butta nel lavoro. Trovandosi ad operare un paziente con la pistola di uno squilibrato puntata alla testa.

George O’Malley. Dopo un matrimonio farsa, sventure sentimentali oltre l’immaginabile e il padre morto di cancro tra le sue braccia finisce schiacciato da un autobus, morendo per le orrende ferite riportate. La triste fine del tenero, povero, dolce Bambi…

Isobel Stevens. Ex modella di biancheria intima, praticamente causa la morte dell’amore della sua vita, finendo quasi pazza per il rimorso e il dolore. Sembrava essersi rimessa, ma improvvisamente ecco le visioni e i morti che la visitano ogni giorno, quindi un cancro di gravità inaudita e la perdita del lavoro.

Ora, io non ho esperienza di quanto accada negli ospedali italiani, la mia amica Paolotta ci lavora, a questo punto alla prima occasione utile dovrò chiederle se ha notizie di sparatorie, allagamenti, morti che camminano, sesso negli ascensori e tragedie familiari nei corridoi, tutti compressi nell’arco di appena un paio d’anni… perché se questo non dovesse accadere anche da noi beh, allora si troverebbe conferma di quanto credo e sostengo: il Seattle Grace porta una sfiga pazzesca a chiunque ne entri in contatto.

Spero solo che questa non colpisca anche chi ne segue le vicende da lontano, perché altrimenti dalla 7° stagione me ne starò ben lontano…

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9 risposte a Grave’s Anatomy

  1. Paolotta ha detto:

    …qualche giorno fa mi sono tagliata con la carta…conta?

  2. marckuck ha detto:

    Certo che conta! solo che se ti fosse successo al SGH ti avrebbero intubata, defibrillata e – per sicurezza – fatto la craniotomia 🙂

  3. Marco Rossi ha detto:

    mi viene in mente D.R.House dove, a quanto pare, la patologia più comune è sempre invariabilmente una qualche malattia autoimmune tropicale. Io non sono medico, ma a occhio mi par che le malattie autoimmuni non siano mica così comuni…………….

  4. marckuck ha detto:

    Eh, vallo a sapere!

  5. camilla ha detto:

    Magari la serie tv focalizza l’attenzione solo su cavi di una certa importanza? Convieni che se mettesse in luce diagnosi del tipo “faringite, prendi l’antibiotico” sarebbe talmente noioso e monotono che nessuno se lo filerebbe? E probabilmente tu stesso/a (poco importa il sesso, quando mi rivolgo a persone il cui QI è pari a quello di una cimice, la cui frustrazione personale sfocia in una perenne critica verso qualsiasi cosa) saresti qui a scrivere “ma che diamine di serie tv ci propinano? Non potevano inventarsi qualcosa di meglio di una faringite?” e blablabla…
    Quindi ammetiamolo, la tua recensione è sostanzialmente quello che in inglese, visto che siamo in tema di serie tv americane (o forse lo guardi in italiano? In questo caso la mia ipotesi sul tuo QI sarebbe confermata) si chiamerebbe “a bunch of useless bullshit”.
    é proprio vero che internet ormai è una discarica virtuale dove, purtroppo, la libertà di espressione permette ad individui con poco sale in zucca di scrivere qualsiasi stronzata gli passi per la mente.
    Senza offesa eh….

  6. marckuck ha detto:

    Camilla mi sorprende che una persona che ama Grey’s Anatomy – serie che considero sotto molti aspetti divertente e anche con qualche punta comica non indifferente – sia così priva di senso dell’umorismo da non accorgersi che il mio è un post satirico. Comunque, su un punto concordo con te: “é proprio vero che internet ormai è una discarica virtuale dove, purtroppo, la libertà di espressione permette ad individui con poco sale in zucca di scrivere qualsiasi stronzata gli passi per la mente.” Senza offesa eh…

  7. daniele ha detto:

    Camilla, mi sa che il QI di una cimice frustrata ce l’ha chi si incazza e spara insulti a chi critica con brillante IRONIA (…ma che termine sconosciuto…) una serie TV fin troppo blasonata. ti suggerisco di farti una risata ogni tanto e magari di ricordarti di prendere il litio che ti ha prescritto lo psichiatra XD.
    Senza offesa, eh..

  8. simonetta ha detto:

    magari camilla ha perso le staffe per il tuo esercizio di (autocompiaciuta, ammettiamolo) ironia sulla serie tivù, ma l’ha fatto con lodevole padronanza del turpiloquio inglese. E visto che ha stabilito un parallelismo tra la conoscenza di lingue straniere e quoziente intellettivo, non ci resta che inchinarci alla sua intelligenza.

  9. marckuck ha detto:

    Non vale, tu sei trilingue!

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