Una riflessione nella notte…

Tra i molti misteri insolubili c’è la logica con la quale vengono costruite le scalette musicali radiofoniche.

Ieri notte rincasavo da Gorizia ascoltando musica tendenzialmente inascoltabile alla radio, un po’ per compagnia e un po’ per rimanere sveglio. Improvvisamente e senza ragione si librano leggere alcune note di piano delicatamente accompagnate da un batteria di sottofondo, che non disturba nessuno e si limita a tenere il ritmo…

God is a concept by which we measure our pain“. Che frase complessa e affascinante! “Dio è un concetto tramite il quale misuriamo il nostro dolore”… mica nulla come riflessione, diamine! e questa ti cade addosso quando, dopo una interminabile teoria di canzonucce piene di nulla, il misterioso principio cosmico che seleziona le playlist radiofoniche spruzza nell’etere God, una delle perle più brillanti di John Lennon.

E’ il Lennon del 1970, combattuto tra la chiusura del capitolo Beatles e l’eccitazione per il nuovo percorso musicale e sentimentale intrapreso. Il matrimonio con Paul, George e Ringo è finito, quello con Yoko e la virtuale Plastic Ono Band appena iniziato e sono momenti di riflessione complessa e talvolta cosmica, come testimoniano nello stesso album non solo le note di God, ma anche quelle – strazianti e tenere assieme – di Mother, sorta di invocazione/accusa alla madre, “colpevole” di essersene andata troppo presto.

La struttura di God è semplice e in linea con il Lennon di allora… nessun fronzolo, nessuna trovata particolare, musica molto asciutta, talvolta ossessivamente ripetuta e nessuna paura di farsi vedere emotivamente nudi. La canzone inizia con la frase che citavo, frase forte, frase intelligente e blasfema. Segue poi la parte “nichilista” della canzone…

Nella parte nichilista, John dichiara non solo di non credere in Dio, ma di non credere in nulla, neppure nelle cose che nella sua vita erano state importanti, come la filosofia indiana, il rock o addirittura i Beatles e ci fornisce un ricchissimo elenco, che va dai Re ai Tarocchi, da Hitler a Gesù, passando per John Kennedy… siamo molto lontani dalla leggerezza ironica e affettuosa con la quale George toccherà il tema di Dio in “My Sweet Lord” non molti anni dopo.

Ma a ben vedere in qualcosa John invece crede e ci crede sul serio. Crede in se stesso, ma non in una logica narcisistica o superomistica. Crede in se stesso assieme a Yoko. A se stesso come parte di un tutto che tutto comprende, che è la coppia della quale fa parte e l’enorme amore che porta alla misteriosa signora giapponese che lo ha tanto stregato.

Se God finisse con questo tenero inno all’amore sarebbe stata solo una bella canzone e non una grande canzone. Perché il tutto non è finito, c’è ancora un terza parte che non è nichilista e neppure sognatrice. E’ la parte che io definisco “del magone” o della malinconia.

Negli ultimi versi John si definisce come uno che fu “tessitore di sogni” ma ora si è risvegliato. Uno che fu “il tricheco” (riferimento a una delle più bizzarre canzoni che scrisse per i Beatles, I am the walrus) mentre ora è semplicemente John e quindi – aggiunge facendoci invariabilmente inumidire gli occhi – cari amici andate avanti, fatevene una ragione, perché “il sogno è finito”. The Dream is Over.

The Dream is Over è vero… John ha ragione su tutto in questa canzone. La fragilità dell’uomo, le sue paure, il suo aggrapparsi a idoli a volte di cartapesta altre volte immaginari, il suo bisogno di completezza nella sfera degli affetti… Ha ragione su tutto meno che su una cosa: io non so se credo in Dio, temo proprio di no. Ma di sicuro I believe in Beatles.

Questo neppure John può togliermelo.

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6 risposte a Una riflessione nella notte…

  1. Alby ha detto:

    Anche tu sei un eterno sognatore 🙂

  2. alexsandraclaudia ha detto:

    Un idealista senza illusioni come J.F.Kennedy 🙂

  3. John Lennon ha detto:

    I don’t understand italian.. sorry.

  4. Bianca 2007 ha detto:

    Molto bello tutto a partire dall’incipit per finire con Lennon.MirkaFulvia

  5. enrico ha detto:

    bel blog….venite su nonsoloci.blogspot.it

  6. marckuck ha detto:

    Bianca, grazie per seguirmi sempre con affetto, come un tempo…

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