There you go again…

Lo so, questo blog parla troppo di politica e in modo troppo agitato. Ma non so che farci, non è certo dipeso da me se in 7 anni di vita ha dovuto fronteggiare 3 campagne elettorali nazionali, con la dose di stress e di fastidio che comportano… Con la rabbia, con la voglia di strillare e litigare, con l’ansia sugli esiti e la preoccupazione per il dopo.

Ma non è colpa mia. Come avrebbe detto Ronald Reagan: There You Go Again. Che – alla carlona – tradurrei con un “ecco che lo fai di nuovo”… Ogni elezione rivedo lo stesso schema, la medesima coazione a ripetere, un’eterna incapacità di imparare dagli errori. Nel 2008 scrissi un post che all’epoca fece molto rumore e produsse quasi 300 commenti. Si intitolava “Piccoli indizi per la sconfitta che verrà” e ora avrei quasi voglia di ripubblicarlo tale e quale. Perché nulla è cambiato da allora…

Qualche sera fa, ospiti della Ilaria D’Amico, c’erano Maurizio Gasparri e Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia e ora candidato PD. Il dibattito è stato un pestaggio perché il buon Grasso, sobrio, pacioso, abituato a pesare le parole quasi quanto i suoi indagati è stato letteralmente asfaltato.

Due esempi: si parlava di falso in bilancio è Grasso dice che “negli anni scorsi è stato depenalizzato e questo si è rivelato un male”. Da chi? dagli alieni? dall’Editto di Rotari? dal governo Prodi? Perché non dire “Berlusconi lo ha fatto depenalizzare, dato che aveva un processo in corso su questo e per risolvere un suo problema ne paghiamo tutti?”. Perché avere queste inutili raffinatezze e non affondare la lama? con un Gasparri – poi – che ha detto impunemente “E’ stato Scalfaro a trattare con la mafia”, senza ovviamente una replica. Cioè, per capirci, ad un attacco con i panzer rispondi con una nobile, romantica e aristocratica carica di cavalleria. Fa molto Polonia-Germania 1939.

Secondo esempio, il tema della corruzione. Grasso dice che “è stato sbagliato incrementare le pene” e si avventura in un borbottamento giuridico che abbiamo capito in 70 e condiviso in 5. Il ragionamento non era errato, anzi. Ma complesso, da convegno, da saggio scientifico. E nel mentre tentava di spiegarsi, Gasparri gli salta al collo e gli dice “ah, bene, allora abbiamo fatto male ad aumentare la galera per i corrotti. Cosa dovevamo fare? ridurre le pene? o magari potevamo dargli pure un premio?”. E così è passato che il PD sostiene il guanto di velluto per i corrotti, mentre il PDL è per la linea dura…

La pessima prestazione di Grasso è solo un esempio, uno tra i molti. Nei talkshow c’è un tripudio di AlessandraMoretti, StefanoFassina,  AngelaFinocchiaro o simili, che ogni volta che aprono bocca fanno perdere 50 voti di persone normali e raziocinanti, senza riuscire a guadagnarne 5 tra gli elettori di Ingroia, perché – questo è il dramma – si va in televisione come premio di fedeltà al leader e alla linea, non perché si ha qualcosa da dire o lo si sa dire.

Mi rendo conto che è difficile, molto difficile andare a patrocinare la causa di una coalizione del tutto priva di idee o programmi su qualsivoglia tema ma – insomma – un po’ di mestiere si può anche acquisire. Si simulano i dibattiti, ci si trova degli sparring partner, si cerca di acquisire la tecnica necessaria, per rispetto almeno di se stessi, se non dei propri elettori. Invece nulla, nessun tentativo di rendere complicata la partita all’avversario, nessuna capacità di scendere dal pulpito e accettare che in campagna elettorale bisogna sforzarsi di piacere, almeno un pochino. Nessuna voglia di andare oltre gli incontri con la “propria” gente, con i voti già sicuri. Insomma, una lontananza siderale sul consenso e le sue regole.

I dati di tutti i sondaggi sono chiari: il PD perde un punto alla settimana e SEL arranca. Eppure, nessuna strategia, nessun tentativo di invertire la rotta, ma una pervicace tenacia nel ripetere tutti gli errori, a cominciare dalla tendenza a inondare lo schermo di burocrati grigi e criptici, mentre di sicuro tra i 945 candidati, qualche faccia fresca, decente e intelligente dovrebbe pur esserci. Sono inesperti? può darsi, ma il professionismo senza professionalità, dove ci sta conducendo?

Nel 1815, quando dopo lo sbarco di Napoleone in Provenza e l’inizio del trionfale viaggio verso Parigi, la monarchia borbonica della Restaurazione iniziò a sfarinarsi, un cortigiano – agitatissimo – disse la principe di Talleyrand “io non capisco cosa sia successo, tutto sta crollando eppure un anno fa erano tutti con noi”. L’impassibile principe rispose “Esatto. Erano tutti con noi e potevamo permetterci di fare 2 fesserie alla settimana e pur rimaner sempre nei loro cuori. Ma abbiamo scelto di farne 3 al giorno e questo è stato troppo”.

Ma chissà quanti dei pollastri di batteria che vanno in Tv sanno chi fosse il principe di Talleyrand…

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2 risposte a There you go again…

  1. Bianca 2007 ha detto:

    Sei uno dei pochi,”purtroppo” che sa parlare di politica,consapevole di farla e farsi leggere. Le Elezioni? C’è puzza puzza puzza ma…speriamo che me la cavi.Ciao Marckuck e salutami il prof “Fabiuccio”. BiancaMirka

  2. Pingback: » Sondaggi e pronostici

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