Endorsement, all’ultimo giro

l43-monti-giannino-grillo-130208155115_bigQualche settimana fa, avevo scritto un post nel quale elencavo i punti programmatici che avrebbero orientato la mia scelta di voto, aspettandomi dalla campagna elettorale in corso elementi per prendere una decisione il più possibile consapevole.

Povero ingenuo, dopo anni e anni passati a seguire la politica, ancora mi illudo che da questa possano venire delle risposte. Il solo che ha un programma vero è Oscar Giannino. Può piacere o non piacere, ma lui ce l’ha e in parte potrei pure condividerlo… infatti, la tentazione di Fermare il Declino è stata e rimane forte. Berlusconi non ha un programma, ne ha 1000, uno per ogni persona che incontra e tutti mirabolanti. Ma alla mia ormai veneranda età non ho voglia di eccessive emozioni ed eccessivi choc, preferisco un po’ più di tran tran e il tale che un giorno mi toglie tutte le tasse, il giorno dopo mi restituisce soldi in contanti (dentro un giornale come il pizzo?), il terzo giorno promette un ponte da Trento a Catania e il quarto una nuova Costituzione scritta dagli autori dei varietà Mediaset… beh, per me è un po’ troppo… Mario Monti poi, si è rivelato la vera delusione: era partito con molto prestigio e un’agenda chiara, magari non tutta da sottoscrivere, ma almeno si capiva che cosa voleva e poi, in campagna elettorale, che declino, che malinconia, che teatrino della Politica! Come ha detto Renzi da Lady Lilly, “poteva essere Ciampi, ha preferito fare il Dini”.

Da Ingroia non mi sono mai aspettato molto, tranne qualche intercettazione in più e, se avevo un’opinione mediocre prima della campagna elettorale, ora è pessima: non fa dichiarazioni, manda pizzini. Come quando ha zittito una (legittima) opinione su di lui di Ilda Boccassini con mezze frasi allusive del tipo “attenta che parlo”… Beppe Grillo non ha un programma ma solo delle corde vocali e non ne lesina l’utilizzo e quindi, neppure da quel versante, era possibile attendersi risposte chiare. Infine, Pierluigi Bersani.

Bersani non ha proposte, non ha opinioni. Bersani ha dichiarazioni d’intenti. Traccia una sorta di “Sol dell’Avvenire” dove ci sarà più equità, più welfare, più giustizia sociale, più etica e meno politica, ma se si spera di avere un punto chiaro, una impegno traducibile in un disegno di legge dal giorno dopo, allora “siam fritti”, come direbbe lui.

Comunque, qualcosina un po’ l’ho capita e in merito ai punti che ho elencato nella mia “Agenda Marckucka”, posso sforzarmi a indicare la maggiore/minore vicinanza alle mie idee sulla base del classico sistema delle stelline: 3 *** vicino; 2** così così; 1* lontano; 1/ è pessimo. Proviamoci:

  1. Politiche Istituzionali: PD e Monti ** – Berlusconi /- RC, FD e M5S non pervenuti.
  2. Economia e Lavoro: FD** – Monti, M5S e PD * – Berlusconi /; RC non pervenuto
  3. Diritti: PD e RC ** – Berlusconi * – Monti / – M5S e FD non pervenuti
  4. Welfare: FD** – PD, M5S RC e Monti * – Berlusconi non pervenuto
  5. Infrastrutture: PD e Monti* – Berlusconi, M5S e FD / – RC non pervenuto
  6. Giustizia: FD** – PD* – Berlusconi, RC e M5S / – Monti non pervenuto
  7. Europa e Esteri: FD** – PD* – Monti / – RC, M5S e Berlusconi non pervenuto

Totale stelline: PD: 9; FD 7; Monti 5; RC 3; M5S 2; Berlusconi 1.

Quindi, la conta affida la vittoria alla coalizione di Bersani, ma 9 stelline (su un massimo di 21 attribuibili) significa una vicinanza alle mie posizioni di uno scarso 40%, direi pertanto un appoggio molto fiacco, ancora incerto, suscettibile a cambiare e del tutto privo di entusiasmo. E infatti è così che vedo Bersani: un leader debole e grigio, privo di una visione del futuro, senza idee, un po’ sociopatico e a capo di un partito in larga parte conservatore un po’ per convenienza, un po’ per paura.

Però lo voto e lo farò votare. Voterò per la coalizione di Bersani e invito tutti coloro che leggeranno questo post a fare altrettanto. Invito a votare Bersani per quanto sia una scelta triste e debole, questo perché dobbiamo una volta e per tutte liberarci dell’incubo del populismo, quello vecchio di Berlusconi e quello nuovo incarnato da Beppe Grillo.

L’Italia è un Paese politicamente infantile. Ogni volta che nella sua storia si è trovato davanti a un bivio, ha scelto di mettersi nelle mani del pifferaio magico di turno, fosse Mussolini o Berlusconi o – adesso – Beppe Grillo. Un Paese che ama le scorciatoie, non sa leggersi dentro, non vuole l’assunzione di responsabilità… Ma in questo contesto, con tutti i suoi 10.000 difetti il PD rimane il partito più aperto, più democratico, più civile, più inserito nella storia costituzionale europea. Un partito dove i suoi dirigenti si sottopongono al vaglio del consenso (magari con regole barocche e talvolte furbastre, ma almeno lo fanno). Un partito con un elettorato esigente, che non canta “per fortuna che Pierluigi c’è”. Un partito con dei leader forse grigi, forse piatti, ma che non urlano, non raccontano frottole, non insultano e non attraversano lo Stretto a nuoto. Un partito che è l’erede – ingrato e sperperone – della grande tradizione democratica del PCI e della DC… c’è molta noia e molto apatia nel PD, ma da qualche parte c’è ancora il dna di Enrico Berlinguer, di Umberto Terracini, di Aldo Moro o di Giuseppe Dossetti. E se ci fosse pure quello di Ugo La Malfa o di Pietro Nenni, sarebbe anche meglio.

Eppure, malgrado tutto, avrei voluto votare qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Per questo per un po’ ho flirtato con Oscar Giannino pur senza essere un liberista. Ma non sono queste le elezioni adatte per sperimentare. Ora la priorità è – ancora una volta – battere Berlusconi, duramente e si spera per sempre. Bisogna gettare il centrodestra all’opposizione per 5 anni perché quella forza politica trovi il coraggio e le energie per cambiare, per uscire dallo schema populistico e padronale che la contraddistingue.

Insomma, voto e farò votare Bersani perché non ne posso più di Berlusconi. Lo faccio per me, per l’Italia e anche per la destra, per ridare dignità al conservatorismo italiano, che non può essere un impasto di promesse irrealizzabili, interessi nascosti, armadi pieni di scheletri e chiacchiere in libertà, come è stata negli ultimi 20 anni, senza un solo giorno di interruzione. Per dare una speranza a tutti, anche ai giovani di destra che oggi votano per la prima volta e da quando sono nati hanno sempre e solo visto Berlusconi perennemente candidato presidente.

Mi rendo conto che l’Union Sacrée antiberlusconiana è una scelta di rimessa, contraddittoria con tutto quanto ho scritto in altre occasioni. Ma confesso che la capacità di Berlusconi di riuscire ancora una volta a riunire attorno a sé più di 1 italiano su 4, malgrado gli scandali, il malgoverno, l’età e la stanchezza mi ha sorpreso. E che la somma degli italiani che voteranno “populista” sia prossima al 50% mi angoscia e mi fa sentire odor di Weimar, con meno sangue e più grezzeria, ma pur sempre Weimar…

E quindi, se Union Sacrée deve essere, che Union Sacrée sia. Forza Bersani, cerca di farcela a vincere alla Camera e anche al Senato. Ma sia chiaro: le ragioni per le quali ti voto sono una sconfitta per tutti, anche per te. E tra 5 anni spero si possa essere liberi di fare politica senza incubi, senza ansie, senza la Grande Scusa di Berlusconi, eterno spauracchio ma anche eterno alibi per non cambiare nulla. E se il PD nel 2018 non dovesse piacermi, auguro a me stesso, all’Italia e al PD di poterlo non votare senza per questo aver paura di andare a letto la sera, perché non si sa che cosa si può trovare al mattino.

Insomma… Pierluigi, avrai il mio voto e un po’ anche la mia stima. Ma la mia fiducia – per il nulla che significa – dovrai sudartela non poco. E in quanto a Oscar Giannino, beh… con dolore non avrà il mio voto, ma spero faccia il pieno di quelli della parte avversa…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Brontolamenti, borbottamenti e invettive, Popoli e politiche e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Endorsement, all’ultimo giro

  1. Zurota ha detto:

    Concordo su tutto. Anche a me piace Giannino, finalmente un’alternativa per quelli di destra che dicono “vengo da una famiglia di tradizioni liberali” e votano Berlusca.

  2. alexsandraclaudia ha detto:

    “Invito a votare Bersani per quanto sia una scelta triste e debole” Pardonnez-moi mon cher, non andrò a votare tappandomi il naso e scegliendo il meno peggio, non è così che si fa, non c’è da scegliere tra i Modà e Mengoni chi vince Sanremo ( che per la gioia di Giulia e mia ha vinto ” Pupillo” 😉 ) ma tra chi ci rappresenta nel mondo e decide delle nostre vite ed io non ci sto, il mio voto, come quello di tutti noi è importante e non lo regalo così. Zurota è vero: Oscar Giannino, come già scrissi nel mio post “Politica voto zero” è l’unico che ha un programma vero.

  3. “Ca mi scusi”, come si dice dalle mia (nostre?) parti, vorrei capire una cosa:
    da quanto ho capito, il ragionamento del post è il seguente: è necessario andare a votare, il non voto non è un’opzione, e quindi bisogna scegliere tra le proposte che oggi ci sono.
    Sono tutte assai poco entusiasmanti? Probabilmente sì, però, con l’assunto di cui sopra, non si può non votare, e allora la scelta va a un partito di cui lo stesso autore di questo post vede tanti pregi ma anche tanti limiti: i primi essenzialmente nei suoi elettori o nella sua base, i secondi nella sua classe dirigente. Il guaio e che questi ultimi si sono più adagiati sui grandi difetti di chi sta dall’altra parte che sui propri pregi, e quindi ci siamo ritrovati nella situazione attuale.
    Insomma, l’autore dice, secondo quanto ho capito, “Voto PD perché, nel bene e nel male, è l’unico vero partito esistente, il resto è fatto di venditori di pentole/urlatori/professori travolti dalla politica/indolenti latori di pizzini”. Questo sempre che si voglia accettare l’assunto di partenza “Il non voto non è un’opzione”.
    Il guaio è che finché ci sarà una destra così, non ci sarà alcuno stimolo a sinistra ad essere capaci, e in un contesto del genere vincono sempre i peggiori. E proprio a riguardo, non deve essere una sinistra a decretare la fine del berlusconismo: deve essere la destra stessa a capire che deve voltare pagina, gli altri devono pensare “solo” a far bene il proprio lavoro.
    Infatti, per concludere, quello che io dico da militante PD quando parlo di voto è la cosa seguente: “Se non vuoi votare, ti capisco e non penso di avere tanti argomenti per farti cambiare idea, ma se pensi di dover votare, allora considera quel partito che ancora un minimo di decenza ce l’ha”. È triste, perché è come dire “Non aspettare un/una compagno/compagna che ami davvero, mettiti con chi riesci a instaurare una convivenza decente, è il massimo che al momento puoi sperare”, ma il saggio analizza la situazione attuale, il sognatore spera in un vago futuro…

  4. marckuck ha detto:

    “non deve essere una sinistra a decretare la fine del berlusconismo: deve essere la destra stessa a capire che deve voltare pagina, gli altri devono pensare “solo” a far bene il proprio lavoro.” Si, hai totalmente ragione.

  5. Io mi permetto invece di dissentire dal tuo post, con cui in sostanza concordo, su una sola cosa: chiamare la coalizione PD-SEL “Armée Sacrée” è secondo me ingiusto, sarebbe stata tale se avesse incluso altri, siano essi i Montiani o gli Ingroiani

  6. maxbonsai ha detto:

    Condividi in pieno

  7. Marte ha detto:

    Ti pensavo proprio l’altro giorno mentre leggevo una cosa che ti incollo alla fine. Io non voto, per impossibilità logistica. Votassi, voterei PD. Se il mio voto non può essere ideologico, che almeno sia utile (speriamo bene) e antifascista.

    “Non c’è dubbio che nell’Italia di oggi il discorso egemone, anche tra persone che si pensano e dichiarano di sinistra, sia quello di destra. Che attecchisce facilmente, perché è più semplicistico e consolatorio, e asseconda la spinta a pensare con le viscere. Per questo molte persone con un background di sinistra si precipiteranno a frotte alle urne per votare un movimento che non abbiamo remore a definire fondamentalmente di destra, cioè il grillismo. D’altronde, la colpa di questo è delle sinistre, che fanno di tutto per risultare invotabili”

  8. marckuck ha detto:

    Marte… quanto ti voglio sempre bene 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...