“Ti cambia la vita!” O no?

Il Mondo Apple. E’ accaduto circa un anno fa, quindi posso fare un bilancio…

Dunque, la situazione è questa: vado avanti e indietro per lavoro (anzi, per lavori)… spesso ho un sacco di tempi morti, altre volte invece devo fare lezione e un supporto informatico mi fa comodo, ragion per cui avevo deciso di comprarmi un minipc, di quelli sottili sottili con lo schermo da 11 pollici, che stanno facilmente in valigetta o in tracolla, pesano poco e hanno la batteria che dura tanto. Così dicono. Già ma quale? l

a mia scelta si era orientata inizialmente verso il MacAir, un “giocattolino” con il marchio della mela smozzicata dal non proprio abbordabile costo di 1.079 €. Una botta ma – in fondo – se è una cosa che devo portarmi in giro, avere qualcosa di pregio magari mi ritorna utile in termine di fumo negli occhi verso potenziali clienti perché trasmettere un senso di opulenza è sempre meglio che sembrare alla canna del gas e quindi, immagine falsata per immagine falsata, la prima mi pare preferibile alla seconda.

Ma fosse facile accettare di diventare un cliente Apple! Dovendo spendere tutto quel popò di denaro, mi indirizzai verso uno dei due negozi Apple di Udine (o almeno io conosco solo quei due lì…). Entrai nel Tempio con rigoroso rispetto, camminando con cautela, preoccupato del rischio di dire o fare cose inappropriate. Appena dentro al Tempio si avvicina lesto un Sacerdote del Culto, ovviamente alto,  magro e vestito monastico, come si conviene a una vestale del Caro Estinto Nostro Signore dell’Informatica. Mi chiede se può essere utile e alla mia domanda “vorrei sapere per quale ragione dovrei acquistare un computer da 1000 € invece che uno da 300”? Risposta testuale: “ma questo non è un computer, questo è un Mac”. Versione informatica di “non devi ragionare, devi aver fede”…

Seguirono una serie di spiegazioni in computerese stretto con alcuni aspetti esilaranti (il cavo è appoggiato magneticamente, così se inciampa non si tira dietro il MacBook) e un certo senso di superbia, quasi che le informazioni non dovrebbe chiederle il cliente sul prodotto, ma il prodotto decidere se il cliente sia degno di lui. Inutile dire che la Vestale ed io non ci pigliamo e quindi esco tenendomi ancora stretti i miei 1.079 €, mentre la ricerca continua (e non senza chiedermi: “ma esattamente, quante volte nella mia vita sono inciampato nel cavo e franato a terra come Willie il Coyote trascinandomi sulla testa il pc?”). All’epoca mi ero fissato con lo Zenbook dell’Asus. Mi pareva bellissimo, con i suoi riflessi dorati e il suo senso di impalpabile raffinatezza. Bello forse più del MacBook Air,  parimenti costoso, ma meno “scontato”, meno prodotto di libidine di massa e quindi – in definitiva – ancora più snob.

Talmente snob che non si poteva neppure comprare (ah, decidere di non vendere un prodotto è il massimo dell’esclusivo!). Per ragioni che mi sono totalmente misteriose, infatti, l’Asus aveva deciso di non commercializzare in Italia il “mio” Zenbook, rendendomi ovviamente ancora più deluso per non poterlo avere… Rotto le scatole con tanto snobismo, mi ero quindi deciso per l’Asus Vivo, in uscita in quei giorniNon bello come gli altri due (e decisamente meno caro, aspetto non da poco) ma – spietatamente – il commesso di UniEuro (altro che Ottimismo!) mi dice che “sono già esauriti!, sa, c’era molta attesa…” Sbuffando, stanco di vagare, vedo, protetto da una teca simile a quella che al Louvre protegge la corona di Luigi XV, un MacBook Air scontato: non 1079 ma 1029. Guardo il commesso, valuto rapidamente che i 50 € di meno mi avrebbero fatto rientrare nelle spese di benzina fin lì sostenute e dico: “ok, allora ripiego su quello li, quello con la mela!” Il commesso mi guarda scandalizzato. Sussurra un “ma quello è un Apple… E’ di gamma superiore”. Io bruscamente gli dico: “ma è in vendita, no? Allora mi accontento di prendere quello”… E pago il mio “ripiego”.

Il MaBook Air non è il solo prodotto Apple che ho in casa. Dal 2010 c’è l’Iphone, prima il 4 e – da un paio di mesi – il 5. Grazie a Mamma 3, che mi ha consentito di fare il cambio a costo zero… Quindi l’opinione è completa e posso esprimere questo giudizio: “Avere un prodotto Apple presenta più vantaggi che svantaggi. Sono prodotti molto buoni, ma non perfetti. Non credete a quanti vi diranno che cambiano la vita.”. E passo a spiegare:

  1. Design. Belli, non si discute. Molto belli.
  2. Il pc (anzi, l’Air) si impianta anche lui. Non spesso, ma succede. Quindi il dogma “Apple non crasha” è una balla.
  3. L’hardware è ottimo. Il computer si accende ed è operativo in un amen, ma come software non ci siamo. Soprattutto – diciamo la verità – il corrispondente Mac dei programmi Office (in particolare Pages e KeyNote) non tengono minimamente il passo con Word o PowerPoint. Se la tirano, ma sono molto meno ricchi e molto meno semplici da usare.
  4. Il computer si riempie all’inverosimile. Il mio 11″ ha (o avrebbe dovuto) avere 64 GB di spazio. Innanzitutto, però, si parte da 59 effettivi e poi – soprattutto – ridurre spazio, eliminare file, analizzare il disco rigido e trovare cosa eliminare è difficilissimo. Apple non si fida di noi utenti e quindi non si può fare come con un computer “normale”, che consente di entrare dentro “C” e eliminare quello che si vuole. Lì tutto è complicato e certo non è ipotizzabile andare in un negozio di orpelli informatici per acquistare un po’ di spazio così, come niente fosse…  altrimenti, che fine farebbe la “limpieza de sangre” che scorre nel silicio di Cupertino?
  5. Sul pc clicki un tasto e torni sul desktop. Per raggiungere la scrivania del Mac invece devi fare tutta una serie di passaggi assurdi, tra i quali saltare a piè pari la stupidissima “dashboard“, inutile e ineliminabile lastrone virtuale. Lo stesso dicasi per tutta una serie di passaggi che con Windows fai con il tasto destro e che invece sul Mac ti obbligano a memorizzare combinazioni di tasti infinite.
  6. Quando cerchi un file non lo trovi mai…
  7. L’Iphone è carino, ma serve a tutto meno che a telefonare. Ne ho avuti due, il primo “era troppo sensibile” (ah, l’emotività di Hal 9000) e quindi faceva cadere la linea quando la conversazione diventava sgradevole. Il secondo è dovuto andare dal pediatra che gli ha fatto l’elettrochoc. Ora funziona. Forse.

Nel complesso, tutto l’insieme è bello, elegante, ma insostenibilmente chiuso, autoreferenziale, ti fa sentire sempre ospite a casa tua, sempre inadeguato, fuori posto. Questo perché – come ho scritto in un altro post – i prodotti Apple sono “una costosa e raffinata Corea del Nord ultratecnologica, dove nulla entra o esce senza autorizzazione, tutto è bloccato, misterioso e impersonale ed esiste un culto fanatico e abbastanza ridicolo per il Caro Fondatore Morto”.

Ecco, io la vedo così. Ho un Mac, sono contento, ma non mi sento un “uomo nuovo”. Rimane solo un utile elettrodomestico. Nulla di meno, nulla di più…

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8 risposte a “Ti cambia la vita!” O no?

  1. gionocio ha detto:

    fantastico! Il tutto a solo 1029 eurini, e puoi anche inciampare dalle scale romperti l’osso del collo ma il tuo Mac, grazie all’attacco magnetico del cavo di alimentazione, non si farà nulla e ti osserverà dalla scrivania in cima alle scale. Che cosa vuoi di più dalla vita?

  2. Paola ha detto:

    che tu non possa entrare dentro “C” e cancellare ciò che giudichi superfluo, nel tuo caso specifico è una fortuna…devo forse ricordarti di quando hai allegramente formattato il disco rigido? :-)))

  3. gionocio ha detto:

    da ex adepto segnalo questo titolo (che oggi su Amazon sta a 0,99 centesimi nella versione Kindle)
    http://blog.wired.it/residentreader/2012/05/03/evgeny-morozov-contro-steve-jobs.html

  4. gionocio ha detto:

    ho letto – ma dovrei dire riletto, visti i miei precedenti post – come da tuo suggerimento… grassie.

  5. VDM ha detto:

    Quando cerchi un file non lo trovi mai? c? mi sembra che diversi problemi siano dell’autore, più che del computer 😉

  6. marckuck ha detto:

    E’ molto probabile VDM, ma uno strumento di lavoro deve semplificare la vita, non incasinarla. Per inciso in un giorno di pioggia, naviga qua e naviga là sono riuscito anche a eliminare la grottesca “dashboard”. Un piccolo passo per un uomo, ma un passo enorme per l’umanità.

  7. VDM ha detto:

    Il discorso è un po’ lungo e ci sono due lati.
    Uno, se uno è abituato con uno strumento, si ostinerà a cercare cose che aveva su quello strumento come se fossero sempre indispensabili (per esempio un disco che si chiama c:\ ). Io per esempio su Windows non trovo i file perché Spotlight è enormemente superiore allo strumento di ricerca su Windows (anche se non ho idea se sia migliorato nelle ultime versioni). Quindi provo a cercare come farei su mac, ma dopo un tot di attesa mi stufo. Alla fine sono strumenti, uno vale l’altro.

    Due, “uno strumento di lavoro deve semplificare la vita, non incasinarla”. Uno dei principi per semplificare è nascondere i dettagli inutili, ed il file system grezzo alla fin fine è un dettaglio inutile per la maggior parte degli utenti. In fondo guidiamo una macchina senza bisogno di tirare l’aria prima di partire, da qualche anno in qua. Ed il successo di smartphone e tablet lo dimostra: sono molto più usabili dei computer.
    Per quelli per cui non è un dettaglio inutile, su MacOSX come su Windows o Linux è tutto disponibile: basta sapere quel che si fa. Su MacOSX è particolarmente facile se si viene da Linux, visto che entrambi hanno base Unix.

  8. marckuck ha detto:

    Comunque il mio post serviva solo a “laicizzare” Apple, che molti suoi clienti (anzi, adepti) vivono come una religione. E’ un’azienda che vende prodotti, su alcune cose ottimi, su altri buoni, su altri meno (tipo l’iPhone che si spegne al 30% di carica perché ho fatto 2 foto con il flash…)

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