The Fool on the Hill

Finalmente ho visto “Moliere in Bicicletta“. Era un film che inseguivo da qualche mese e che – per una qualche ragione – non si lasciava mai acciuffare. Ma stavolta, con scatto felino, l’ho agganciato, nell’ambito di un sonnacchioso “cineforum” in quel di Pradamano…

alceste-a-bicycletteLa storia è presto detta (attenzione, SPOILER): Serge è un attore di mezza età e di mediocre successo che a seguito di una depressione decide di ritirarsi ad allevar polli in una casa un po’ diroccata ricevuta in eredità, in quel dell’Île de Ré, isoletta atlantica non distante dalle coste francesi del Poitou. Qui riceve la visita di Gauthier, suo collega più fortunato, reso celebre da una serie televisiva ad ambientazione ospedaliera, di quelle che tanto piacciono alle signore un po’ in età. Il divo Gauthier – forse scontento per questa fama così effimera – vuole creare “l’evento” e portare in scena il “Misantropo” di Moliere. A tal fine, si reca nell’eremo di Serge e cerca di convincerlo a far da comprimario alla commedia, impresa tutt’altro che semplice, considerato anche che – tra i due – si inserisce una bella italiana alle prese con un divorzio difficile, silenzioso oggetto del contendere tra l’Ombroso e il Vanesio.

Si tratta di un film gradevole, reso ulteriormente piacevole dal tocco tipicamente francese per i bei paesaggi e la cucina (in quale altro posto sul pianeta un’invitata a pranzo, invece di portare i fiori porta un vassoio di ostriche?) ma animato da una profonda tristezza di fondo…

Il film si presenta come una commedia, ci sono momenti comici, ma di quella comicità terribilmente malinconica del tipo “rido per non piangere”… e nel complesso aleggia un senso di infelicità diffusa… l’italiana che fugge, lo spettacolo teatrale incentrato sul divo di soap che non riesce come dovrebbe e – in cima alla piramide della malinconia – il nostro Misantropo, che aveva avuto una chance per ripartire e l’ha lasciata cadere…

Perché i Misantropi sono così… vorrebbero la stima e l’affetto di chi disprezzano, vorrebbero cambiare ma hanno paura a farlo e – in fondo – preferiscono vivere nuotando sottocosta piuttosto che rischiare in mare aperto. E così, il Misantropo aveva l’opportunità di recitare sotto i riflettori di un evento nazionale, iniziare una storia d’amore nuova e piena di misteri e invece ha lasciato andar tutto a rotoli, per puntiglio, per il gusto di remare controcorrente, per l’intima soddisfazione di dire “lo sapevo che andava tutto in vacca”. Per paura di trasformare il quotidiano dolore leggero e persistente in una inedita sensazione di gioia e leggerezza…

Insomma, la conferma che molto spesso il nemico più implacabile che abbiamo, siamo noi stessi e che nessuno si ferma ad aspettare che le paranoie passino. “Il Mondo, non si è fermato mai un momento” dice una delle canzoni che fanno da sfondo alla vicenda… ed è vero, caspita se è vero…

Come colpo di grazia, suggerisco “The Fool on the Hill” dei Beatles… Serge non è uno sciocco, ma è su una ideale collina e in solitudine vede il Mondo e le sue follie, un po’ criticandolo e un po’ invidiandolo…

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Una risposta a The Fool on the Hill

  1. Paola ha detto:

    Strano….ho come la sensazione di conoscerlo un tipo così…..

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