Santi e Santini

Finalmente Papa Francesco ha canonizzato Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, mettendo fine a una interminabile sequenza di speciali televisivi, di fiction, di “approfondimenti” e interviste che – a mio avviso – sono servite a una sola cosa: svilire i due canonizzandi, ridurre personalità complesse, ricche e – a tratti – controverse in una monotona sequenza di aneddoti edificanti, di carezze ai bambini, di frasi simpatiche, di raduni di giovani… sempre con le stesse immagini, sempre con le stesse definizioni. Giovanni XXIII è – immancabilmente – “il papa che ha aperto la Chiesa al Mondo”, mentre Giovanni Paolo II è “il papa che ha portato la Chiesa nel Mondo”. Il tutto senza mai un guizzo, un’idea o un concetto un po’ meno banale…

SelfieNon ho ricevuto un’educazione religiosa, neppure meramente formale. Guardo quindi alla Chiesa Cattolica con distacco emotivo e interesse storico-culturale, credo in modo equanime non considerandola ne “madre”, ne “matrigna”. Qual è la Vera Chiesa? quella dei sacerdoti che rischiano la vita in Corea del Nord celebrando messe di nascosto e – se va bene – finendo dimenticati in qualche lager? o quella dei preti che molestano i bambini? Quella dell’Arcivescovo Romero assassinato sull’altare dai fascisti salvadoregni o quella del cardinal Sodano, grande sostenitore di Pinochet? La domanda è del tutto inappropriata, perché sono convinto che sulla Chiesa non sia possibile dare un “giudizio” complessivo, dato che una istituzione complessa, casa spirituale e di vita per centinaia di milioni di persone e con 2000 anni ininterrotti di vita offre inevitabilmente argomenti per chiunque voglia incensarla o denigrarla… Non essendo un credente, quindi, per me la Chiesa è una istituzione umana e – come tutte le istituzioni umane – ha la grandezza e le sconfinate miserie della nostra specie, solo amplificate.

Affiancata a questa inafferrabilità classificatoria della Chiesa c’è poi la sua straordinaria complessità culturale e simbolica. Qual è il peso effettivo della Chiesa nella società attuale? quanto conta il messaggio papale sui comportamenti quotidiani? quanto siamo secolarizzati? qual è stato il lascito di lungo periodo dei due pontificati santificati? Per dirla con Stalin, “quante divisioni ha il papa?” Sono misteri un po’ dolorosi e non so quanto gloriosi, che nessuno certo mi aiuta a capire. Perché il punto è questo: in due settimane di ininterrotta solfa sui Papi non c’è stata una sola trasmissione, dico una, che abbia affrontato il tema non pretendo con spirito laico, ma almeno con un po’ di profondità intellettuale su temi che – da curioso non credente – trovo assai interessanti e stimolanti.

Il giudizio storico è lasciato a Paola Perego o Massimo Giletti… le ricostruzioni d’insieme alle fiction della Lux… l’analisi dell’evento ai matematici di Sky (ci sono 2 Papi! e 2 Santi! e 40 capi di Stato! e tutto in 3D!) e – a corollario – frasi agghianciati del tipo “la suora che ha ricevuto il miracolo da Giovanni XXIII”, non capendo (o fingendo di non capire) che tra il dire “ha ricevuto il miracolo” e – come avrei detto io – “sostiene di aver ricevuto il miracolo” c’è di mezzo un abisso: l’abisso tra l’informazione intelligente e la banalità bigotta e sciatta…

Una banalità bigotta e sciatta che è caratteristica del fenomeno religioso in televisione e che danneggia e svilisce soprattutto la Chiesa: un esempio tipico è il problema della Madonna di Medugorje. Dal 1981, infatti, alcuni “veggenti” sostengono di assistere quotidianamente ad apparizioni della Madonna e ne riferiscono il messaggio, onestamente banalotto e reazionario. La Chiesa Cattolica è non solo cauta, ma quasi ostile al fenomeno: non ne ha riconosciuto la validità, ha bastonato i religiosi che hanno speculato economicamente e infine creato una commissione – presieduta da mons. Ruini – che ha insabbiato tutta la questione, come sempre fanno le commissioni di ogni tempo e Paese.

Di questa cautela, di questa serietà procedurale ecclesiastica – invece – in televisione non c’è traccia. Di Medugorje si parla nei talk-show del pomeriggio e non si mette minimamente in dubbio che la Madonna sia fissa e operante nei Balcani, anzi! e si da spazio non a teologi o studiosi, ma a Paolo Brosio, a Povia o a Nek. Tutti testimoni diretti (e loquacissimi) del quotidiano miracolo, mai messo in discussione, mai approfondito…

E così ogni discussione seria sulla Chiesa e la Fede è bandita dalla tv di Stato e dalle tv private. Il pubblico curioso e interessato è totalmente ignorato. Gli approfondimenti intellettuali vietati. Lo sforzo di creare un “evento” anche dal punto di vista didattico e storico neppure tentato…

E così l’occasione per leggerci dentro. Per capire “a che punto siamo” nei rapporti tra uomo, società e mistero religioso è stata sprecata. Parlare dei Santi poteva essere interessante e stimolante, un momento di crescita culturale anche per chi – come me – non crede e non chiederà la grazia ai due neocanonizzati. E invece niente, di Santi non c’è traccia. Ci sono solo i santini…

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3 risposte a Santi e Santini

  1. Raul ha detto:

    Ben scritto. Aggiungerò che la prassi ormai consolidata di dichiarare santo OGNI papa accettando le pressioni dei gruppi di fedeli dei paesi di origine sta rendendo il percorso stesso della beatificazione sempre più debole; siamo già al punto che il primo papa che non venisse dichiarato santo farebbe una figura così magra che nessuno potrà permetterlo, forzando oltre ogni buon senso la ricerca di “miracoli” e di prove di santità.

  2. Bianca 2007 ha detto:

    Ciao Marckuck,come sempre analizzi dentro e attraverso la “realtà” dei fatticon il distacco dello storico che fruga per unire cognizioni e il tutto,razionalmente. Credo vi sia un DI-sperato bisogno di credere in qualcosa che aiuti e sostenga nel personale cammino pieno di prove,durecolpi alle spalle,l’ansia dell’ignoto,anche quando si avverte che si sta concludendo il ciclo. L’ultimo. E chi,più della Chiesapuò regalare speranze di promesse,illusioni fatte certezza di promesse “anche” nei miracoli fatti dai santi,beatificati tali o fissati in icone nei santini?…
    Sono stata educata su due binari. L’ateismo ragionato e il cattolico (obbligato) ma bigotto,mentre la mia personale evoluzione si è svolta liberamente pur dibattendosi con ostinata ribellione fra i due poli. Ora posso dire di avere fede senza appartenere a nessuna religione. Un paradosso in apparenzaq,ma è così. A volte entro in chiesa e prego con parole mie profondamente sincere. Altre volte assisto al rito della messa,distraendomi se l’officiante non riesce a catturare una nota profonda facendola vibrare. Qualche anno fa mi sono trovata coinvolta dalla pressione insistente di un’amica ad assistere al “bacio del manto” del frate di Pietralcina (Padre Pio). Tra l’altro per quel frate non ho mai provato simpatia,anzi,un che di fastidio viscerale Mi guardavo attorna,come faccio spesso.Ciò che leggevo sui volti era superstizione,paura,plagio,cecità,abitudine del gesto senza una volontà cosciente o che facesse pensare alla fede significativa che portava al gesto. Guardavo l’uscio aperto pronta a piantare in asso anche l’amica.
    Dare testimonianza di verità serve la parola che si fa strada da sola seguita dai fatti. La parola chiara,che non svia o confonde. Che sostiene l’azione destinata a supportare ciò che si dice e che è degbno d’essere meditato,seguito,che porti alla fede,”sentita” in un’unico cuore. Un cuore semplice anche se come diceva Wittgenstein “Si vive di credenze non di verità”. E allora,niente dogmatismi,nè scetticismi,ma sperimentali nella sincerità si,radicata nell’imperativo morale di NON ingannare ma crescere “veramente” insieme. E chissà che questo non sia il più grande dei miracoli a cui guardare e aspirare.
    Scusa degli eventuali errori,ma scrivo scomoda da una panchina. L’argomento era troppo interessante per lasciarlo sfuggire. Ciao,Bianca 2007 (FULVIA)

  3. Misterkappa ha detto:

    Bel post, mi piace! 🙂

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