I’ve got a secret…

318987_2362496467802_1412051742_2687261_991346_nIeri sera mi sono messo di buzzo buono registrandomi ad “aNobii“. E’ una sorta di “Facebook” dei libri dove con una “simpatica app di Iphone” (cit.) si può ricreare virtualmente la propria libreria di casa attraverso la scannerizzazione visiva del codice ISBN che consente di ricercare e catalogare i propri libri nonché rendere note a terzi le proprie letture, i propri commenti, le proprie recensioni e i libri che ancora non abbiamo ma vorremmo tanto avere… E – ovviamente – potendo condividere tutto “anche su Facebook“.

Scannerizza uno, scannerizza due, scannerizza tre, mi chiedo “perché?”. Voglio dire, perché ogni singolo aspetto della mia personalità deve essere noto a chiunque? Perché dopo “aNobii” magari posso andare su “Spotify” a costruire – immagino anche in questo caso grazie a una “simpatica app di Iphone” – la mia personale “discoteca” così il Mondo intero potrà essere libero di sapere che in questo momento sono indeciso tra Mirella Freni che canta la “Butterfly” o l’ultima hit di Justin Bieber e – se scelgo “Un bel dì vedremo” chiunque può saperlo e – se gli salta in ghiribizzo – scrivermi “bella merda ascolti!”

Certo, ti viene detto, in fondo sei tu che decidi cosa condividere e con chi. Può darsi e riconosco la libertà di chiunque di farlo. Ma è tanto sbagliato se preferisco essere scoperto un po’ alla volta e non tutto in un colpo? Io sono su Facebook, su Twitter, ho un blog (che tra 3 giorni festeggia 9 anni…). Ma perché se mando un messaggio via FB deve essere scritto dove mi trovo? E perché se ricevo un messaggio via WhatsApp dall’altra parte si deve subito sapere che l’ho letto e che quindi, se non sto scrivendo la risposta, significa che non mi interessa, sto ignorando, sono inaffidabile, uno stronzo, una brutta persona… E perché se per qualche ragione ignoro una chiamata in entrata dal mio telefonino (ad esempio, come accaduto martedì mattina, perché stavo facendo lezione), deve mettersi a trillare anche il mio computer portatile, che ha deciso da solo di spettegolare con il telefonino e scambiarsi informazioni?

Forse a qualcuno piacerà vivere in una casa di vetro, condurre una vita pubblica, nella convinzione che questo lo faccia sentire meno solo, più importante e che gli garantisca non i famosi “15 minuti di celebrità” profetizzati da Warhol (nessuno perde tempo dietro a qualcun altro per tale eternità di tempo) ma almeno “15 secondi”. Ma a me no. E tremo il giorno in cui qualche brufoloso e onanistico nerd americano, nella solitudine della sua cameretta senza gioie, inventerà una “simpatica app di Iphone” per condividere in tempo reale i propri stati d’animo (Matteo è ottimista, Pippo è triste, Debora è incazzata…) obbligando noi tutti amici di Matteo, Pippo o Debora ad inviare “like” o messaggi di vicinanza se le cose non vanno. E dopo averla inventata diventerà fantastiliardario, continuando ad essere brufoloso, noioso e vestito solo di jeans e t-shirt con scritto “kiss me baby“. Buon per lui.

Tralasciando gli aspetti più strettamente etico-politici (il rischio del controllo del Grande Fratello, lo scambio di dati sensibili a fini commerciali ecc.ecc.) e rimanendo sulla dimensione umana: perché ogni aspetto della nostra vita deve essere potenzialmente noto a priori? libri che leggi, musica che ascolti, dove hai studiato, dove vivi, che orientamento sessuale hai, cosa stai mangiando, per chi voti, in cosa credi, come si chiamano i tuoi famigliari, chi sono i tuoi amici… Sono tutte informazioni che prese singolarmente possono voler dire poco, ma combinate assieme beh, portano a un cambiamento epocale. Un cambiamento che ci porta non più a voler conoscere una persona, ma a sceglierla da un catalogo.

E’ la morte della scoperta, dei tempi lunghi, dell’annusarsi poco a poco per scoprire affinità o interessi… Lo immaginiamo un primo appuntamento di due persone che hanno deciso di conoscersi attraverso scambi di messaggi su Facebook?

  • Potremmo andare a mangiare giapponese, che dici?
  • Ottimo. Ma non al “vecchio Samurai”, ho letto su TripAdvisor che ci sei stato lo scorso luglio ma ti sei trovato male…
  • Vero, poi magari al cinema. Scrivevi su FB che ti piace il genere Fantasy e non hai ancora visto “Castle in the Sky IV
  • Si però a te non piace la colonna sonora, i brani che ascolti su Spotify sono di tutt’altro genere e poi forse anche la storia, ho visto su aNobii che leggi solo classici russi, probabilmente non fa per te…

Non lo so, io quando entro per la prima volta in casa di chi ho conosciuto da poco sono ancora affascinato dall’esplorare, dall’osservare i dorsi dei libri o la raccolta di dvd per scoprire per gradi la personalità degli altri, un petalo alla volta. Ma magari sbaglio, magari oggi non abbiamo tempo da dedicare a chi ci sta intorno, dobbiamo sapere tutto e subito. Niente “danza dei 7 veli”, ma tutto in vista all’istante. Non ci sono sorprese o punti oscuri nel relazionarsi “social“.

Ma io non sono del tutto d’accordo. Penso che sia ancora giusto mantenere zone d’ombra ed illuminarle se, quando e con chi si vuole. Quindi niente libreria “aNobii” per me. Ed è per certi versi un peccato, perché ieri sera ho iniziato a leggere un nuovo romanzo edito da “Neri Pozza”. E’ divertente, un po’ pettegolo e agrodolce nei toni… Quale? non lo dico, sono cazzi miei. ma se volete saperne di più invitatemi a casa vostra, offritemi un bicchiere di vino rosso buono e cominciamo a chiacchierare di libri… Potrebbe essere piacevole.

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4 risposte a I’ve got a secret…

  1. vannicam ha detto:

    di Neri Pozza lessi questo titolo e mi piacque

    http://www.ibs.it/code/9788854505797/capella-anthony/profumo-del-caffe.html

    ora che ti ho detto il mio, mi dici il tuo?

  2. marckuck ha detto:

    Vannicam, di Anthony Capella ho letto “il pasticciere del Re”. Carino, godibile… Di Neri Pozza. Saluti a Gionocio

  3. vannicam ha detto:

    … presenterò!

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