Fenomenologia del troller renziano…

Allora, lo ammetto subito così si sgombra il tavolo da un equivoco. Io so benissimo di essere spesso fazioso, severo nelle analisi e di andarci giù anche pesante con il sarcasmo. Onestamente penso di non bastonare i deboli, gli infelici e le persone buone, ma i Potenti, i tracotanti e gli stupidi, che troppo spesso sono in alleanza indissolubile tra loro…

Insomma, sto sulle palle a un sacco di gente e mi va bene così. Mi pesa però il clima da guerra civile fredda che si vive dentro il Partito Democratico tra adoratori acritici di “Matteo” e avversari altrettanto acritici o quasi. Io mi sforzo di argomentare, di separare la mia antipatia per lo Smargiasso-ridens dalle questioni più strettamente politiche, probabilmente senza riuscirci del tutto.

Però una cosa non faccio: non vado a insolentire i renziani nel loro cantuccio virtuale… Leggo quello che scrivono, talvolta mi incazzo altre volte quasi condivido, ma diciamo che faccio come i pellerossa nei film di John Ford: dall’alto della collina, a cavallo, seguo con lo sguardo il percorso della carovana, incerto se attaccare o meno, ma il più delle volte lasciando procedere tutti tranquilli…

Ma non sono ripagato dalla stessa moneta. Spesso cado negli assalti virtuali di chi su Facebook o Twitter compare, mi sgrida, mi rinfaccia gli psicoreati contro il Renzismo Realizzato miei o di Giuseppe Civati, un po’ Emmanuel Goldstein e un po’ capo della Spectre, protagonista e artefice blofeld11di tutti gli agguati contro il Caro Leader di Pontassieve. E già me lo vedo il Pippo nostro, mentre si volta con la sua poltrona girevole, gatto in grembo, piranha nell’acquario che guardando severo Corradino Mineo dice “il piano definitivo ti verrà comunicato, Numero 2!”

E così, nel tempo ho cominciato a farmi una tipologia mentale del Troller Renziano…Un piccolo “manuale di zoologia fantastica” che provo a riassumere:

  • Il Compassionevole. Il Compassionevole vuole il tuo bene. Soffre di saperti nell’errore. Vorrebbe che il partito, il parlamento, l’Italia intera fosse una casa felice dove tutti si vogliono bene e tutti rendono grazie a Matteo. Cerca di scindere – francescanamente – l’errante dall’errore e batte e ribatte senza sosta perché tu capisca, ti scusi e riprendi il tuo posto in fila tra gli oranti, anche se un po’ più defilato rispetto ai Puri… Il suo ideale di “minoranza interna” è Orfini, il rieducato con l’intelligenza di chiamarsi pure lui “Matteo”.
  • L’Archivista. L’Archivista vive schedando notizie e dichiarazioni del “nemico”. Che, ovviamente, non è Berlusconi (sia mai che venga criticato!), ma di regola – oltre a Ciwati/Spectre – il povero Cuperlo, il triste Fassina, il buon Bersani ecc. ecc. E ogni volta che tu fai timidamente osservare un repentino cambio di opinione di Matteo nel corso di 24 ore, ecco puntuale che ti inchioda a una dichiarazione rilasciata da questo o quello nel 2006 o nel 2009 e non serve replicare con gli stessi argomenti perché il Leader può cambiare parere quando vuole, ma gli altri giammai!
  • Il Replicante. Non ha opinioni sue. Non riesce a pensare una frase originale. Twitta, ritwitta, copia-incolla la linea ufficiale, senza un dubbio, senza un “forse, magari”… Ha i suoi opinion leader di riferimento (ad esempio giganti del giornalismo occidentale come Stefano Menichini) e ti intasa il profilo Facebook o Twitter di paccottiglia raccattata in giro per il web. Lo si riconosce perché – se usa il Mac – i tasti “cmd-C” e “cmd-V” sono consumati.
  • L’Uomo-Palmares. L’Uomo-Palmares non sa dibattere, la sua funzione è spolverare la teca dei trofei. Qualsiasi argomento tu tocchi viene fuori con i 3.000.000 delle primarie, con il 40,8% delle Europee, con le varie Austerlitz e Marengo del Leader Indiscusso. E se cerchi di spiegare che dopo Austerlitz o Marengo è arrivata la Russia e infine Waterloo vieni deriso e mortificato. Passi per “gufo”, per “invidioso”, per “rosicone”. Sono i termini che il capo ha detto che bisogna usare e lui li usa, senza chiedersi neppure perché…
  • Il Divisore. il Divisore – il cui nume ispiratore è lo stile binario di Francesco Nicodemo – divide il mondo in due: Noi e Voi. Belli e Brutti. Buoni e Cattivi. Amici e Nemici (no, questo è Carl Schmitt… troppo complicato, lasciamo stare). E il suo periodare è tutto un “noi facciamo voi vi lamentate”, “noi guardiamo avanti e voi indietro” ecc. ecc…. E’ forse tra tutti il più noioso. Per fortuna, ne conosco pochi…
  • L’Iperattivo. “Activité, activité, vitesse!” pare amasse dire Napoleone. Forza, muoviamoci, di corsa, petto in fuori e passo spedito, chi si ferma è perduto, se avanzo seguitemi se indietreggio sparatemi! Sostiene che la colpa dei vecchi politici è di non aver fatto nulla (il che è in larga misura vero) e che quindi, qualsiasi cosa si faccia è meglio della stasi… Meglio far male che non fare… La riforma del Senato fa acqua da tutte le parti? “si ma sono 30 anni, almeno è qualcosa”… la legge elettorale potrebbe non funzionare? “si ma intanto facciamola, poi vedremo!” (poi quando? non si sa…). E un po’ il ragionier Filini del Renzismo, un inesauribile e instancabile ideatore di attività spesso inutili e talvolta dannose, del movimento come valore in se stesso… Terribile!
  • Il Leaderista. Il Leaderista non concepisce il libero pensiero. Non accetta che tu non definisca te stesso con il cognome di un altro. Cerchi di spiegare: “io non sono civatiano. Ho votato Civati alle primarie e mi ritrovo in molte sue posizioni ma è una scelta politica, non un matrimonio indissolubile davanti a Dio”. E’ politicamente bigotto e non laico. E non capisce che tu possa avere opinioni diverse dal politico che hai votato e – soprattutto – ti butta sulla schiena tutto quello fa che il tuo leader di riferimento. Per lui non esistono opzioni politiche, ma Capi da seguire fin negli antri dell’Averno, senza mai un dubbio, un ripensamento. Quando si avvicina, si sentono gli scarponi chiodati…

Poi ci sono gli amici, le persone perbene, quelli con i quali discutere di politica è ancora un piacere. I giovani esausti della palude bersaniana, pieni di buona volontà e onesti fino al midollo… I moderati che credono sinceramente allo storytelling renziano e che continui a stimare anche se ti senti sempre più distante da loro. Ce ne sono ancora, per fortuna… Ma non quanti vorrei…

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3 risposte a Fenomenologia del troller renziano…

  1. Marco ha detto:

    eh condivido, eccome se condivido…

  2. gionocio ha detto:

    “faccio come i pellerossa nei film di John Ford: dall’alto della collina, a cavallo, seguo con lo sguardo il percorso della carovana, incerto se attaccare o meno, ma il più delle volte lasciando procedere tutti tranquilli…”

    semplicemente MA-GI-STRA-LE!

  3. gionocio ha detto:

    a me divertono parecchio…

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