Se tutto va bene, purché si ride…

Per quanto ne so, le uniche informazioni a me note su Antonio Razzi sono che:

  1. è semianalfabeta e non intende porvi rimedio;
  2.  ha dichiarato che l’unica cosa che gli interessa è farsi “li cazzi sua”, con il ricco stipendio da senatore, pagato dalla fiscalità generale. E infatti non è nota una sola posizione politica di un qualche rilievo per la collettività in 8 anni di vita parlamentare;
  3. ha tradito tutti i leader che lo hanno fatto eleggere (con le liste bloccate), passando prima da sinistra a destra (2011) perché Berlusconi lo aveva comprato e poi (2014) da destra a sinistra perché Renzi lo ha ricomprato;
  4. le sole “opinioni” politiche note (se si può  chiamare “opinione” la combinazione casuale di fonemi sulla base di una struttura estranea a una qualsiasi delle 6912 lingue conosciute e catalogate dall’Unesco) sono a sostegno del regime della Corea del Nord, una delle dittature più truci, chiuse e grottesche della storia dell’Umanità;
  5. sul tema dei diritti delle persone omosessuali (anzi “uomo sessuali” come dice lui) si è distinto in passato per “opinioni” decisamente omofobiche, anche se con una struttura culturale più vicina al peggior Alvaro Vitali che a Goebbels, sempre che questa sia considerabile una attenuante…

Insomma, quello che mi è noto su Antonio Razzi è sufficiente a farmelo considerare come una persona insulsa sul piano culturale e abietta su quello morale. Una persona non perbene, da non indicare come esempio per nessuno. E del tutto priva di un qualsivoglia talento sociale che possa fargli perdonare la sua miseria etica (non è – per capirci – un Frank Sinatra la cui voce di velluto faceva quasi dimenticare la vicinanza alla Famiglia Gambino…).

Da due giorni invece sui siti di informazione glitterano foto e video della sua “performance artistica” assieme a Vladimir Luxuria (altro fenomeno, che – all’apice della crisi economica – dichiarò di aver utilizzato la liquidazione da parlamentare per rifarsi le tette, alla faccia della “politica come servizio”…) sul palco del Gay Village di Roma.

Per carità, il Gay Village non è il comitato del Nobel. Per carità, il Gay Village è un luogo di intrattenimento privato (che beneficia – però – di ricchi contributi pubblici…). Per carità lo svacco è svacco.

Però perché anche lo svacco non può avere dei confini di decoro, di dignità? Davvero tutto deve essere lecito purché sia trash? purché se ne parli? conta solo veramente questo? e mi chiedo, qualcuno dei presenti tra il pubblico avrà provato un attimo di imbarazzo davanti ai riflettori accesi su una figura che non è un simpatico cabarettista, ma uno dei più sgradevoli pubblici profittatori degli ultimi 20 anni? Perché nessuno tra il pubblico ha lanciato un gatto morto, come contro l’Alvaro Vitali del felliniano “Roma”? In fondo, se devi svaccare, svacca fino in fondo no?

E come sarà funzionato il “processo decisionale” che ha portato all’invito di Razzi? c’era una lista di nomi spuntata da un pool di “menti” attorno a un tavolo? Una cosa del tipo “Franca Valeri? nooo, è già stata ospite a Versilia qualche anno fa… ci vuole qualcosa di più fresco, di più leggero…qualcosa di innovativo”… “Facciamo un torneo di peti e rutti? Nooo, fa troppo festa della Lega” … al che qualcuno avrà detto “Antonio Razzi!” e tutti “si, si bella idea, Razzi è quello che ci vuole”.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Dimmi come ti diverti e capirò molto di te. Dimmi che genere di persone indichi come modello positivo e saprò che struttura morale hai. E allora mi pare di poter dire che – forse – non ha senso accusare i bulletti della periferia romana per la loro cultura greve e omofobica se poi si offre il podio a gente del genere… Si raccoglie quello che si semina e – verrebbe da dire – se Roma è ridotta così com’è forse in minima parte questo dipende anche da scelte come queste, così prive di senso morale, estetico ed etico. Perché la battaglia contro la barbarie si combatte ovunque e ogni giorno…

E – perché sia chiaro – questo non è il post di un 48enne bigotto e depresso che vive in una piccola città del Nordest e non sa godersi la vita. Io so ridere e con le lacrime. So divertirmi. Accetto lo svacco e il trash. Ho un senso dell’umorismo sviluppato. Ma sono una persona intelligente e perbene (si lo ammetto, sono entrambe le cose) e non riesco a provare simpatia per gente come Razzi, in nessun contesto.

Questo non perché sono noioso. Ma solo perché non sono mona.

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