Tirare il campo

“Tirare il campo” è una metonimia (o una sineddoche? boh, mai capita la differenza…). Perché in realtà non si tira “il campo”, ma si trascina lungo l’area di gioco una stuoia a rete per livellare la distribuzione della terra battuta, rendendola uniforme e coprendo i possibili buchi, che rendono il rimbalzo impreciso e – talvolta – pericoloso correrci sopra.

Part_931Si tira il campo dopo aver giocato. Sulla terra battuta – per convenzione millenaria – l’ora di gioco dura 55 minuti (sempre meglio di quella universitaria, che ne dura 45). I 5 minuti che mancano vengono impiegati dai giocatori, ciascuno nella loro metà, a tirare la stuoia per consentire ai giocatori che seguiranno di trovare un ambiente di gioco pulito e ordinato.

Da ragazzino mi dava fastidio tirare il campo, mi pareva un atto di vassallaggio verso gli altri giocatori. Avrei di gran lunga preferito non dovermi sottoporre a questa corvée e sistemare il campo all’inizio solo se – a mio inappellabile parere – ce ne fosse realmente bisogno.

Però in seguito ho capito che tirare il campo dopo la partita e non prima non è la stessa cosa e che solo chi non ha mai giocato a tennis può pensare che non cambi nulla, che sia lo stesso. Quando cammini trascinando dietro di te la stuoia a partita finita sei solo con te stesso, hai l’opportunità di ripensare a come hai giocato, ai tuoi punti forti e ai tuoi punti deboli. E’ quindi un momento bellissimo che permette di guardarti dentro e analizzare il tuo comportamento come in pochi altri ambiti è consentito.

Per questa ragione non capisco i maschi alfa che devono dimostrare di essere “oltre” e quindi tirano la stuoia correndo o saltellando all’indietro, come tante Ginger Rogers imbottite di testosterone. “Perché cavolo corri, dove devi andare? cosa vuoi dimostrare?”… Ma tant’è… Funziona così.

E poi tirare il campo dopo e non prima è più etico. Significa far trovare un luogo migliore o quantomeno uguale a come lo si ha ricevuto. Significa dimostrare cura e rispetto per chi viene dopo di noi. E’ uno dei molti, infiniti dettagli, che rendono il tennis uno sport così cortese, così rispettabile. C’è una citazione sul profilo Facebook del mio caro amico Alberto – una delle persone più cortesi che conosca – una citazione semplice e anonima: “praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”… Tirare il sacco è un po’ così, sei gentile con chi non conosci e rendi più bello qualcosa che è già bello…

E pensate se lo spirito del tennis fosse stato capace di influenzare il comportamento nel resto del pianeta. Pensate se ogni generazione prima di andarsene si fosse sentita in dovere di “tirare il campo” per la generazione successiva. Non vivremmo forse tutti meglio?

Tirare il campo, nel suo piccolissimo, rende il mondo un posto migliore…

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Sbacellando e menarrostando, Tennis, metafora della vita e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...