Segnare il territorio…

Molti animali segnano il territorio seminando urina o altri umori per tracciare il confine. Qua dentro posso starci solo io, tu no… e se oltrepasserai l’area delimitata dovrai vedertela con me.

Anche gli esseri umani fanno così, di regola in modo meno teatrale, ma non per questo meno rigoroso. E – da un po’ di tempo – anche io ho deciso di farlo. Segno il territorio in nome della Civiltà e contro la Barbarie. Ohibò, che immagine tronfia… forse va spiegata… Tra le tante cose che mi infastidiscono nel sistema informativo è la libertà concessa ai lettori di esprimere opinioni in relazione alle notizie pubblicate dai giornali nelle loro edizioni web. C’è la notizia – bella o brutta – e sotto lo spazio “commenta” tendenzialmente senza filtri.

I commenti sono molto di rado intelligenti (tranne i miei, ovvio. Quelli sono puro genio…) e quale che sia il tema trattato, compaiono veri e propri evergreen. Qualunque notizia di politica (dall’Italicum al job act, dalla riforma della scuola alle elezioni regionali…) presenta infatti a corollario infiniti interventi della “vox populi” contro la kasta, contro il governo, di generico qualunquismo, tendenzialmente fuori tema, di regola mal scritti, quasi mai razionali e miranti a un contributo critico. Insomma, inutili quando non dannosi. Peggio ancora quando si parla di economia e soprattutto di immigrazione, temi sui quali c’è lo scatenamento delle pulsioni più razziste, fasciste, xenofobe, islamofobe e altre grevitudini.

E così i commenti sono pieni di umorismo da osteria, numeri buttati a cazzo, informazioni false, bufale colossali, volgarità sconfinate, fraintendimenti totali e – a unire tutto – il filo rosso di una ignoranza talmente crassa e abissale da far tremare le vene a un toro. E quindi io che faccio? replico. Vado sui forum dei quotidiani e litigo.

I miei amici radical-chic mi dicono “ma lascia stave, ma pevchè pevdi tempo dietvo alla plebaglia? è solo volgo ignovante e imbavbavito…“. E sotto molti aspetti c’hanno ragione loro. Potrei fare altro, ma invece non desisto, lo considero un mio piccolo impegno quotidiano, una sorta di volontariato intellettuale. E – soprattutto – un atto di partecipazione politica attiva… Trollo i troller, li inseguo da un sito all’altro e li bastono (virtualmente) perché la loro pochezza, la loro scurrilità intellettuale, emerga lampante.

Ritengo infatti sbagliato che su temi cruciali, la comunicazione politica di livello inferiore sia controllata militarmente dalla destra estrema e dai populisti senza cervello. Le opinioni delle persone non si formano certo leggendo il Frankfurter Allgemeine Zeitung o The Nation. Si formano leggendo giornali popolari e guardando programmi popolari che – disgrazia vuole – sono pieni di “opinionisti” un tanto al kg, fascioleghisti con la bava alla bocca e sepolcri imbiancati. Insomma, il regno incontrastato dei Giovanardi, dei Buonanno, dei Gasparri e dei loro cloni di paese.

Dedicare ogni giorno una mezz’ora del mio tempo a confutare, replicare, insolentire e irridere questa gente – spesso tronfia e permalosa – è quindi un dovere politico e civile e la domanda vera non è “perché lo fai” ma “perché sono sempre solo? perché lo faccio solo io?”

Vorrei che anche altri, persone razionali e ragionevoli come mi sforzo di essere io (a volte riuscendoci, altre volte no) mi aiutassero. Persone che – come me – si impegnassero per qualche minuto al giorno a mostrare la faccia nascosta della Luna e contribuissero a guadagnare spazio e a segnare il territorio.

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12 risposte a Segnare il territorio…

  1. alexsandraclaudia ha detto:

    Pur apprezzando lo sforzo intellettuale di abbassarsi al livello di commenti da te stesso definiti “molto di rado intelligenti” io non lo faccio perché anche solo mezz’ora al giorno dedicato agli stupidi per me è tempo sprecato o forse non lo faccio perché sono tutt’altro che razionale e ragionevole 😉

  2. marckuck ha detto:

    “Occupati degli stupidi, prima che siano gli stupidi a occuparsi di te”

  3. Tomas Franceschin ha detto:

    Io mi diletto quasi ogni giorno a scovare e crocifiggere (sempre con pacatezza e senza insultare, ovviamente) i vari commentatori di cui sopra (soprattutto sul Fatto), per cui può sentirsi in buona compagnia.
    Dal canto mio, la visione di questi commenti rafforza ogni giorno il mio essere contro il suffragio universale, ma questa, come direbbe Lucarelli, è un’altra storia.

  4. marckuck ha detto:

    Il suffragio universale è una iattura caro Tomas. Ho avuto anche io la fase “stalkera il giustizialista travagliato”… ora le priorità si sono modificate. Però cercherò i tuoi commenti allora… Ma ricorda, pacatezza ok, ma tra un ceffone e l’altro…

  5. giacomo grandesso ha detto:

    Mi ricorda un po’ G. Morandi. Beh, chiaramente più politologo!

  6. marckuck ha detto:

    Mia madre mi ha mandato a prendere il latte Giacomin… 😎

  7. Tomas Franceschin ha detto:

    Se mi cerca, il nick di disqus è “brokemolotov”. Ora devo andare a dare la dose di randellate quotidiane 😛

  8. marckuck ha detto:

    Lo cerco subito

  9. matipaare ha detto:

    mi pare leggermente tendenzioso-filo politico come articolo. I Socialisti sono saggi e brava gente i destroidi populisti. Ahimè………..

  10. Clara ha detto:

    “The other side of the moon”. Dunque, leggendo il suo articolo mi sono venuti molti dubbi, il primo dei quali è il seguente: è possibile che lei identifichi il buonsenso, la capacità di giudizio, forse la saggezza con l’appartenenza ad una certa parte politica, al mondo della sinistra? O forse ho capito male o interpretato male quello che ha scritto. Quel mondo è anche il mio, ma anche da noi ci sono dei “fenomeni” talvolta goliardici ma non per questo meno preoccupanti, di quelli che esibisce la destra; anche noi abbiamo i nostri “benpensanti”. Gli esempi potrebbero essere molteplici, ma su argomenti quali l’emigrazione (ancora), le unioni civili e/o i matrimoni gay, i temi del lavoro e molto altro, ho notato tantissime parole “a perdere”, spesso nessuna conoscenza dei problemi reali, tanti voli pindarici e infine un nulla di fatto. Chiacchiere, tantissime chiacchiere. La parola magica è “EQUILIBRIO”, che non c’è quasi mai. Tralascio volutamente il tema dell’emigrazione, perchè ho già esposto la mia opinione su un altro post, e non voglio ripetere le stesse cose, ma ad es. per quanto riguarda i matrimoni gay, chi si trovasse a commentare qualche notizia avanzando dei dubbi, o ponendo degli interrogativi talvolta di buonsenso, sulla questione dei figli di queste coppie o sulle adozioni (si può fare?), si troverebbe immediatamente sommerso da critiche feroci, accusato di essere ignorante, troglodita, omofobo solo per essere MOLTO GENTILE, e inseguito dalla solita domanda: ” secondo lei è meglio che un bambino viva in un orfanotrofio, o viva con due genitori dello stesso sesso in una famiglia?” Non rispondo di proposito per evitare che qualcuno dica: “ecco la reazionaria. Siamo nel 2015!” Qualche tempo fa ho avuto uno scambio di opinioni su FB, con una ragazza lesbica, avevo scritto più o meno: ” fermo restando che io rispetto l’orientamento sessuale di chiunque, che ciascuno è libero di vivere un aspetto così cruciale della vita come meglio crede, che ciò non mi disturba minimamente (avrei voluto quasi dire non mi riguarda, ma non l’ho detto), che sarei felice se queste coppie potessero sposarsi come le altre, mi chiedo perchè ogni giorno, io che amo gli uomini, che sono eterosessuale e molto contenta di come la natura ha predisposto le cose, devo essere bombardata dalla questione dei matrimoni gay? Non è che abbiamo altre priorità?” La persona ha ribattuto: “Dovresti provare ad essere lesbica o gay per un giorno, per capire cosa si prova!” E’ come dire a chi hai di fronte “io sono senza un braccio, senza una gamba o senza un occhio e tu dovresti provare come si vive.” Perchè qualcuno si sente in diritto di sbattere continuamente in faccia al prossimo i suoi problemi e pretendere che se ne faccia carico? So già cosa qualcuno potrebbe dirmi, e passo ad un altro argomento, i servizi sociali e la condizione di necessità di una parte della popolazione. I tagli fatti dal governo Monti, forse dal governo Letta (non lo so con precisione) e certamente da Renzi, hanno colpito chi si trovava già in grosse difficoltà. Ho una coppia di amici medici che occupa il poco tempo libero, in opere di assistenza gratuita ad anziani e soprattutto a disabili, che non hanno le risorse familiari per compensare l’aiuto, economico e di servizi, che in precedenza veniva loro fornito dai Comuni o dalle Asl. Uno di questi due medici (preferisco parlare di cose che conosco direttamente), trovandosi davanti diversi muri, si è rivolto ad un importante personaggio politico della Regione, appartenente al PD, spiegando quali erano le necessità di alcune persone che stava seguendo. La risposta della sua segretaria è stata: “guardi, l’Assessore (non era l’Assessore alla Sanità) si occupa soltanto di casi che abbiano un importante ritorno mediatico, non di problemi che riguardano una sparuta minoranza!” Apperò, come si dice.. alla faccia della Sinistra! / Vorrei fare un altro esempio parlando della Legge Basaglia, che mi sta molto a cuore, ma dovrei restare qui a scrivere fino a questo pomeriggio. Ho parlato di questi argomenti “sensibili”, ben sapendo che ce ne sono molti altri, per cercare di evidenziare che non è soltanto la cosiddetta “destra” ammesso che esista, che estremizza le questioni, che dà prova di ignoranza, di grettezza e che è capace esclusivamente di ragionamenti di pancia. Magicamente possiamo diventare tutti reazionari, fascisti e quant’altro, basta sollevare dei dubbi su quello che appare il pensiero dominante ed è fatta. Per questo forse non vale la pena di “segnare il territorio”, è come andare a cercare insulti gratuiti da chi comunque non cambierà idea. Naturalmente potrei anche sbagliarmi, a volte, raramente, il confronto è interessante.
    La parola magica è sempre EQUILIBRIO.

  11. marckuck ha detto:

    Roy, non sono l’Onu o la Corte Costituzionale. Io parteggio e rivendico il mio diritto di farlo… Chi mi legge sa che questa è la mia campana, le altre campane si sforzino di fare la mia stessa fatica aprendo un loro blog e proponendo le loro opinioni.
    Clara io non ho nulla contro il pensiero conservatore, contro la destra liberale. Io ho molto contro la destra populista. Il problema è che in Italia una destra “istituzionale” e “democratica” non è mai esistita come partito di massa. Come diceva il compianto Indro Montanelli “presto o tardi, la destra italiana finisce sempre per tirare fuori il manganello e l’olio di ricino”.
    In quanto alla questione “perché parlare dei matrimoni gay, ci sono altre priorità” questo è – mi permetta – un luogo comune, tipico di chi non ne vorrebbe parlare mai perché non sarebbe mai la priorità. In base a questo principio non avremmo ancora una legge sul divorzio (“perché parlare ora del divorzio? in fondo non è una priorità e la gran parte delle famiglie non intende dividersi”) e nessuna minoranza potrebbe mai avere un ruolo nell’agenda politica, proprio perché minoranza.

  12. Clara ha detto:

    No, no non sia mai che non si parli di un argomento o che non si cerchi di risolvere un problema che riguarda una parte della società, io dicevo solo che se ne parla ogni santo giorno, continuamente, e che forse altre questioni non meno importanti, hanno meno spazio. Ma, in considerazione della sua risposta credo che in questo caso il problema sia mio, perchè sto diventando intollerante – il termine giusto è questo – e perchè sento parlare sempre di DIRITTI e pochissimo di doveri. Tutti accampano continuamente diritti e mi sembra che ci sia qualcosa che mi sfugge, forse è un mondo ideale quello in cui tutti hanno diritto ad un quantità di cose, una società perfetta, non so. E le priorità le stabilisce chi governa? Le stabilisce l’opinione pubblica, intesa come collettività che si evolve? Chi le stabilisce? Sono un’ ex-compagna intollerante, incattivita e disillusa che forse non si accorge di scadere con facilità nei luoghi comuni. Forse. Per quanto riguarda il discorso sulla “destra”, sono d’accodo, è esattamente quello che ho cercato di dire. Bello sarebbe che ci potesse essere una contrapposizione costruttiva.

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