La Costituzione di Eärendil

Affinché non vi siano fraintendimenti, anche se da tutta la mattina sugli schermi televisivi vediamo una maschia ostentazione dell’Italica Forza, il 2 giugno non è la festa delle Forze Armate bensì quella della Repubblica, voluta dagli italiani che con libero voto decisero di chiudere l’esperienza monarchica e iniziare una fase nuova nella nostra storia nazionale unitaria.

L’esito del referendum non era scontato e – soprattutto – ogni giorno che passava, allontanandosi il ricordo della guerra e ritrovando un po’ della perduta routine quotidiana, il popolo italiano si ritrovava un po’ più monarchico. Al punto che non è fuori luogo immaginare una vittoria della Monarchia, se si fosse votato appena un paio d’anni dopo. Infatti, non è un caso se Umberto II cercò di procrastinare il voto con motivazioni varie, consapevole appunto che l’inerzia giocava a suo favore.

giugno1946-06Umberto era fondamentalmente una brava persona. Un “bravo giovine” come diceva Nenni. Un uomo cortese e gradevole che sarebbe stato un perfetto re da rappresentanza, solo che quelli non erano tempi da rappresentanza. Erano anni di fango e di acciaio, e Umberto pagò il conto degli errori del padre Vittorio Emanuele. Andò a votare, ma mise scheda bianca nell’urna perché “votare per sé non è sportivo”. Il referendum lo perse 54 a 46 e per una decina di giorni dal Trono si levarono lamentele, accuse di brogli, cavillismi ma alla fine il buon senso prevalse e con il senno di poi possiamo dirlo: forse qualche scheda elettorale fu imboscata in fondo a un cassetto, ma a ben vedere l’uscita di scena dei Savoia dalla politica italiana fu certo meno traumatica di quella dei Borbone dalla Francia o dei Romanov dalla Russia. Perché noi italiani abbiamo tanti difetti, ma certo il feticismo per il sangue versato non è tra questi…

Schermata 2016-06-01 alle 13.09.02Il 2 giugno 1946 iniziò anche il percorso dell’Assemblea Costituente, che scrisse la Costituzione in vigore dal 1° gennaio 1948. Qualche settimana fa la ministra Boschi – con la consueta buonagrazia – disse che la riforma che porta il suo nome avrebbe “posto fine agli errori di 70 anni fa”. Gli errori. Povera Boschi, quali errori?

Quello che la ministra non sa o non capisce è che le Costituzioni non sono soltanto testi giuridici quanto, soprattutto, patti politici. Sono il modo attraverso il quale le élite di un Paese decidono come definire e gestire le regole di competizione democratica, i principi etici e filosofici del sistema nonché le modalità di regolazione dei rapporti sociali. E il “patto politico” in filigrana all’accordo del 1946 era chiaro: pacificazione nazionale evitando una guerra civile (cosa mica scontata, visto quello che accadde in Grecia nello stesso periodo) e ricostruzione del Paese su basi diverse da quelle dell’Italia liberale o fascista, favorendo una maggiore giustizia sociale e un più equilibrato progresso economico.

Insomma una Costituzione “perimetro” di un’idea d’Italia ampiamente condivisa. Una Costituzione “fatta per unire” per citare il bel libro di Enzo Cheli di alcuni anni fa, patrimonio comune anche negli scontri più duri (e infatti quando nel 1947 la Guerra Fredda iniziò pure in Italia, le sinistre non pensarono minimamente di chiamarsi fuori dalla scrittura del testo) e un costante punto di riferimento come la Tolkeniana “Luce di Eärendil” che «splenderà ancor più luminosa, quando sarai immerso nella notte, ove tutte le altre luci si spegnessero!».

Dentro questo disegno unitario rientrava anche la forma di governo “debole” adottata dai Costituenti ma – ministra Boschi – non fu un “errore”, bensì una scelta consapevole. Che certo, oggi si può decidere di modificare, perché la Costituzione non è una reliquia chiusa in una teca, purché non si perda di vista la sua finalità di fondo: quella di essere un “patto” tra diversi, tutti parimenti concordi sulle regole del gioco.

E’ per questa ragione che – al di la del dispositivo giuridico contenuto – è opportuno che la riforma in discussione venga bocciata. Perché è frutto non di un patto, ma di una violenta imposizione della maggioranza, come già la riforma del 2001 e quella del 2006. Questo vogliamo? Che un documento politico nato per unire il Paese possa essere stravolto ogni 5 anni? Davvero vogliamo che la Costituzione diventi una legge come le altre, ad esclusiva disposizione della maggioranza parlamentare pro tempore?

Alcuni tra i (pochi) validi costituzionalisti impegnati sul fronte del SI danno una lettura tutta tecnicista della riforma e si soffermano – talvolta brillantemente, altre volte meno – su questo o quell’aspetto di dettaglio. Ma non affrontano mai il punto cruciale: il passaggio da una democrazia pluralista, partecipativa e dei corpi intermedi ad una meramente elettoralistica e leaderistica, con il corpo elettorale chiamato a pronunciarsi con il voto una volta ogni 5 anni. Un cambiamento “genetico” che per poter funzionare dovrebbe essere vissuto come una scelta consapevole e concorde da parte di larga parte delle forze politiche, ma così non è: nei fatti questa è la riforma di una parte del PD e dei suoi alleati di centrodestra e approvata grazie al controllo delle Camere conseguito tramite un premio di maggioranza incostituzionale (secondo la Consulta) e sulla base del consenso elettorale ottenuto presentando all’elettorato un programma che di questa riforma non faceva minimo cenno.

Ora, tutto può essere e tutto può accadere, ma non si venga a raccontare che il percorso con il quale la nuova Costituzione è stata scritta abbia qualcosa a che fare con il luminoso biennio 1946-1948. La Costituzione quale “patto condiviso” semplicemente non esiste più, al suo posto uno straccetto di procedure istituzionali imposto da Tizio a Caio e valido fino a quando non arriverà Sempronio a rovesciare nuovamente il tavolo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Cose di giornata, Popoli e politiche, Tanti auguri, vecchia Cost! e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a La Costituzione di Eärendil

  1. Bianca 2007 ha detto:

    Come sempre stringato, perfetto nella sostanza come nella forma, chiaro e articolato nella documentazione più pertinente e approfondita. Bravo. Mirka

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...