Rottamare il Rottamatore (replica)

Oggi sul Corrierone un ex-giovane – Giuliano da Empoli – dice ai giovani “perché sbagliano” a votare NO al referendum e a non ringraziare il Cielo per averci mandato quel Grande Statista di Matteo Renzi…

Da Empoli – presidente di una fondazione turborenziana – fu destinatario di un mio post nel novembre del 2010 che mi piace riproporre, così per ricordare chi sono quelli che danno consigli ai giovani che, con tanta fatica e tenacia, cercano di farsi strada…

Oggi a Firenze, a fare il “rottamatore” della Casta, alle calcagna di Matteo Renzi c’è anche lui: il dott. Giuliano da Empoli, 37 anni, di professione “giovane di talento”. L’ho conosciuto una volta, a Parigi, forse 10-11 anni fa e non ricordo di aver sentito svolazzare nella stanza l’alito del Genio.

Intendiamoci, Giuliano da Empoli non è uno sciocco, ma va rottamato pure lui. Va rottamato perché questa Italia ha bisogno disperato di far prevalere il merito, l’impegno individuale, il sapersi far largo da se sulle rendite di posizione, il paraculismo e chi è nato con la camicia di seta…

Come Giulianone nostro, figlio di padre importante (Alto Dirigente della presidenza del Consiglio), che certo con fatica gavetta e tanto sacrificio è riuscito a pubblicare un libro a 22 anni, con una casa editrice nazionale e molto chic, dedicato al disagio dei giovani di talento, che lui ovviamente sentiva di rappresentare…

E poi come neolaureato, invece di fare uno stage non retribuito in qualche studio professionale o il commesso a tempo all’Ikea sperando che accada qualcosa è stato nominato “consulente esperto” dal ministro delle Riforme Istituzionali Antonio Maccanico (esperto di cosa, non lo so… non l’ho mai trovato citato in un qualche saggio collegato con i temi oggetto del lavoro del ministero), al quale è seguito un master a Parigi, un altro libro su giovani e talento (per chi si fosse perso il primo) e altri incarichi brillanti presso la presidenza del Consiglio (sotto Prodi) e poi al ministero della Cultura (sotto Rutelli), condendo il tutto con collaborazioni come editorialista sul Corriere, sul Sole24Ore e sul Riformista, per dispensare il verbo “giovanilista” da tutti i pulpiti più glitterati…

Nel 2009, essendo ormai senza poltrona sottoministeriale già da 6 mesi, diventa assessore alla “Cultura e Contemporaneità” nella giunta di Matteo Renzi, non prima di aver pubblicato l’ennesimo libro, un temino risibile & prevedibile su “Obama e Facebook” (tanto per essere giovani e sull’onda, da bravo surfista qual’è…). Assessore Esterno, perché ovviamente il nostro “talentuoso” non ha sentito il bisogno di confrontarsi con il consenso, candidandosi alle elezioni e cercando le preferenze per essere eletto bussando alle porte e consumandosi le suole delle scarpe nei mercati e sui posti di lavoro, come dovrebbe fare un vero “democratico”. A Giuliano le cariche vengono tutte offerte: non deve sopportare il fastidio di un concorso pubblico, di una selezione meritocratica o di una campagna elettorale… bastano i legami personali, le amicizie giuste, come quelle che lo hanno portato anche ad essere nel cda della Biennale di Venezia, su designazione personale di Rutelli…

Oggi è in prima fila per chiedere che si “rottami” quella classe dirigente alla quale deve tutto, facendo il volto nuovo, solo perché di anni ne ha 37 e non 41. Matteo Renzi – tra le varie grillate – una cosa giusta la dice: “3 legislature e poi a casa”. Tre legislature sono 15 anni, esattamente quelli che separeranno le elezioni di primavera dal primo libro del talentuoso Giuliano.

Quindi a casa anche lui. I suoi 15 anni nella polpa della mela se li è fatti. Il prossimo bamboccino-esperto il ministro di turno se lo prenda tra i bravi ragazzi laureati con lode che si fanno largo con le borse di studio e tirano avanti con lavoretti coltivando un sogno, senza legami diretti con la presidenza del Consiglio, con le grandi case editrici o con i centri-studi più fighettoni.

Se serve, qualche nome lo posso suggerire pure io…

P.S. aggiornamento novembre 2013: Giuliano da Empoli è presidente (nuova nomina politica) del prestigiosissimo “Gabinetto Viesseux” di Firenze… le papere svolazzano laddove una volta si posavano aquile come Eugenio Montale o Giovanni Spadolini…

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