Metternich e gli altri: fenomenologia del “Bastaunsì”

Dopo circa due anni di dibattiti condotti di persona o per iscritto sulla riforma costituzionale credo di poter sintetizzare le categorie umane che ho incontrato e che si dichiarano favorevoli alla rottamazione della Costituzione indotto dalla “riforma Boschi”. Ovviamente è una sintesi partigiana, ma non sta a me descrivere la fenomenologia di “#iovotoNO”, lo farà qualcun altro se avrà sufficiente fantasia e spirito di osservazione…

Ho individuato pertanto 7 fondamentali tipologie umane. 7 come i nani, i peccati, le virtù e i fanciulli offerti ogni anno a Minosse… Elencandoli in ordine di simpatia umana, li chiamerei Il Boy Scout – l’Alchimista – Metternich – Il Profeta – L’Apprendista Stregone – il Tifoso – il Bullo. Di seguito una breve descrizione.

Il Boy Scout. E’ normalmente onesto, in buona fede. E’ convinto che la riforma serva sul serio, che presenti una serie di soluzioni equilibrate ai problemi dell’Italia e che in fondo il bene che ne deriva sia di gran lunga superiore ai potenziali effetti collaterali non graditi. Con lui puoi argomentare, normalmente in modo civile, ovviamente non cavi un ragno dal buco ma andarci poi a bere un bicchiere per parlar d’altro è comunque possibile e spesso pure piacevole. Con lui non si è alleati, ma si ha comunque la sensazione di tifare per la stessa squadra, anche se magari con schemi diversi.

L’Alchimista. E’ uno che gira con misurino e ampolla. E’ affezionato a un solo singolo aspetto della riforma e in base a quello pesa tutto il resto. Ogni obiezione, ogni controargomentazione è inutile perché poi rimane convinto che in fondo, anche se tutto può essere forse da buttare, grazie a quel singolo elemento messo nella miscela magica, tutto andrà in ordine… Saltella tra i commi alla ricerca di una intrinseca coerenza, armato di quella sua singola, individuale chiave di lettura che lo porta a ignorare il quadro generale in favore del dettaglio esclusivo che gli salva il cuore. In Friuli di solito questa è una parola: “Intesa”. Da altre parti mi pare sia “costi”.

metternich_by_lawrenceMetternich. Detesta il provincialismo del dibattito istituzionale italiano e invece è attento alla collocazione della Patria nel “concerto delle Nazioni”. Considera rilevanti solo le opinioni internazionali ed è terrorizzato dal fare cattiva figura con l’Estero. “Che diranno di noi i commercialisti di Brisbane o i notai di Kuala Lumpur se bocceremo la riforma? Ma lo sai che se salviamo il CNEL l’esport dei confetti di Sulmona con Johannesburg avrà un tonfo? Sai quanti posti di lavoro sono? E quanti investimenti?”. In fondo, che gli importa del parere contrario di gran parte dei costituzionalisti se alla riforma sono favorevoli un paio di analisti 27enni del Wisconsin che lavorano per Goldman Sachs?

Il Profeta. Al Profeta la riforma non interessa, interessa lo scenario fiammeggiante sullo sfondo. Rappresenta l’evoluzione millenaristica del precedente: un Metternich che mette da parte la Realpolitik in favore di una visione apotropaica della riforma, da approvare assolutamente altrimenti il Sole non sorgerà più a est, la Penisola sprofonderà come Atlantide nel mezzo del Mediterraneo e i morti usciranno dalle tombe per ghermire i vivi, una via di mezzo tra le Trombe dell’Apocalisse di Giovanni e The Walking Dead. Senza la riforma l’Italia il 5 dicembre si risveglierà tra macerie fumanti e carichi di confetti di Sulmona rimasti invenduti…

L’Apprendista Stregone. Se il Profeta è a suo modo affascinante, l’Apprendista Stregone è urtante. Per lui qualunque riforma è meglio di nessuna riforma e non solo non conosce minimamente la materia di cui parla, ma soprattutto non gli interessa conoscerla. Che funzioni avrà il Senato, se sia giusto o meno svuotare le regioni, il “combinato-disposto”, insomma tutti i temi razionali con i quali si discute non gli interessano… La sua risposta è “ma adesso? Non è peggio adesso?”, come se per colpa dell’esistenza del CNEL o per il bicameralismo perfetto l’Italia fosse lo zimbello delle Nazioni, tutti vivessimo alla giornata, i negozi fossero vuoti dei beni di consumo essenziali e al posto del caffè fossimo condannati a sorseggiar cicoria. E se gli replichi sollevando dubbi? La risposta è sempre quella: “sono 30 anni che aspettiamo” (e immagini la sua intera vita passata in silenziosa sofferenza, macerandosi nell’attesa che la competenza in materia di cartellonistica turistica ritorni allo Stato centrale…) oppure – alternativa rissosa – “e voi perché non avete fatto le riforme”? laddove il “voi” ti rende parte di un grande complotto condotto da oligarchie pigre, al suono di “ma se non hanno il Senato delle Regioni perché non mangiano brioche?”

Il Tifoso. Non gli frega niente della riforma. Non gli importa cosa contiene e neppure che cosa tu ne pensi. Gli basta che sia stata voluta dal “suo” leader e questo è sufficiente. Noi e Loro, Amico e Nemico. Con lui non argomenti. Gli nomini Zagrebelksy e ti dice che “è noioso e prende troppa pensione”. Gli nomini D’Alema e ti dice “non lo sopporto, vada via, lasci il partito, rosica e vive di rancori”. Gli citi Verdini e ti replica “ e Brunetta allora?” (dimenticando che, perlomeno, il secondo è incensurato…). Crede che ogni problema si risolva citando una frase del premier o del suo staff e se usa Twitter, anche se parla con te in un dialogo a due termina ogni tweet con l’hastag “bastaunsì”. Perché deve far vedere alla sua squadra che è presente, attivo, sul pezzo. Che lui c’è e possono contare su di lui. E magari se possibile che si uniscano al dialogo per dargli manforte. Perché ha il terrore della solitudine. Ha il terrore di una opinione veramente autonoma e individuale.

Il Bullo. E’ ripugnante, trasversale, si occupa di tutto e non sa mai un cazzo di niente. E’ anonimo, insulta, sberleffa, non si sforza neppure di ricorre ai luoghi comuni come il Tifoso. Perché in fondo a lui della riforma non frega una mazza. E neppure di Renzi o di te. Lui ha solo bisogno di un argomento, uno qualsiasi per fare branco e svuotare la sua rabbia sociale e umana sul primo essere pensante che passa… Se non è la riforma sarà l’immigrazione o l’Europa o la Juventus. Tutto va bene, pur di fare casino.

Infine – fuori categoria – ci sono le persone che conosci da tanto, che apprezzi, che ti vogliono bene e alle quali vuoi bene. Che voteranno SI ma non per questo smetterai di amarle e di volere che siano parte della tua vita. Ma sono poche, molto poche. Come forse è giusto che sia…

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4 risposte a Metternich e gli altri: fenomenologia del “Bastaunsì”

  1. Stefano ha detto:

    Articolo divertente. Descrive bene le categorie dei basta un si incontrabili su twitter.

  2. Marianna Nodale ha detto:

    Voglio votare NO, questa riforma non mi piace, ma il fronto del No in Italia mi spaventa! Mia mamma dice “bisogna cambiare” io replico “si ma non in peggio…”. AIUTO!!!

  3. marckuck ha detto:

    Marianna. Vota NO, perché è quello che senti, quindi è la cosa giusta

  4. marckuck ha detto:

    Grazie Stefano 🙂

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