Commencing countdown, engines on…

Anche il 2016 chiude i battenti.

E’ stato un anno pieno di ombre con qualche luce, ma a ben vedere non cattivo, forse perché ho smesso da tempo di credere che il futuro possa essere interamente luminoso e man mano che il tempo passa ed io invecchio ho sostituito i grandi sogni con i piccoli obiettivi e in fondo funziona bene anche così.

Perché per invecchiare si invecchia. Nulla di drammatico, ovviamente… Ma inizio a sentire qualche scricchiolio nella vecchia struttura, la mattina appena alzato cigolo un pochino e per leggere devo togliermi gli occhiali perché la messa a fuoco mi riesce più difficile. E sono più distratto: quest’anno sono caduto a braccia avanti come Gatto Silvestro e mi sono rotto l’omero e in un’altra circostanza sono ruzzolato dalle scale incrinando un paio di costole: non rompevo nulla dal 1979, quando feci il bullo sullo skateboard al parco giochi di Chiavris, quindi è vero che invecchiando si torna un po’ bambini…

3147092Tra le cose buone dell’anno c’è stata la pubblicazione di un volume che ho curato e molto amato, dedicato ai 50 anni di attività del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia. Un lavoro faticoso, ma reso più leggero dal fatto di averlo scritto con alcuni tra i miei amici più cari. E poi – a riempirmi l’anno – la battaglia referendaria, l’impegno più intenso, coinvolgente, faticoso e gratificante in quasi 25 anni di politica sul campo. Decine di incontri che mi hanno fatto toccare con mano l’amore e la passione di molte, moltissime persone per le nostre istituzioni democratiche, per la Costituzione e quello che significa e potrà significare in futuro. Per 9 mesi ho girato come una trottola – pigro come sono – e molti sono stati i momenti emotivamente forti, uno per tutti: aver conosciuto i genitori di Giulio Regeni a margine della serata di Fiumicello. Ed io, che ho sempre la bocca piena di parole, sono stato in silenzio, perché sarebbero state tutte inutili.

Il referendum mi ha portato a Bruxelles, Parigi e Londra e ho rivisto vecchi amici, ne ho conosciuti di nuovi e soprattutto ho toccato con mano la stima e l’affetto di molti miei ex studenti che, a distanza ormai di anni, mi hanno scritto, telefonato, cercato. Tra loro – su tutti – Francesca che ha lottato per organizzarmi la serata di Bruxelles e due messaggi che ho ricevuto a sorpresa e mi hanno convinto che forse, nel mio piccolo e con tutti i miei limiti, nella mia vita di professore ho fatto più bene che male:

Il primo diceva:

Salve professore, spero che lei stia bene. Stasera ho seguito il dibattito tra Renzi e Zagrebelsky e volevo ringraziarla veramente di cuore per averci dato, durante le sue lezioni, gli strumenti per capire a fondo il discorso del professore. Se oggi non mi incantano le cialtronerie grossolane di oratori-lampo in dibattiti dove predomina il mordi e fuggi ma trovo molto più assennate e concrete le parole attente e necessariamente lunghe che un discorso sul diritto costituzionale richiede, lo devo a lei. 

Il secondo invece, nella notte del voto:

Grazie, Professore. Grazie per avermi insegnato il diritto costituzionale con un corso da 60 ore di cui solo 30 erano pagate. Grazie per avermi ispirato con le sue lezioni, con i suoi articoli e con i suoi interventi sui social network. Ma soprattutto grazie per i suoi sforzi in questi mesi: per la campagna a favore del no, per il coraggio di navigare contro il suo partito e per l’eleganza di non cadere nella brutta propaganda di ambo le parti. Avendo votato, questa vittoria è anche mia. E gliela dedico di cuore.

Grazie anche a voi ragazzi, per la vostra cortesia e per il vostro perdurante affetto.

Altre cose buone sono accadute nel 2016. Ho visitato Waterloo, mio sogno d’infanzia. Ho unito una giovane coppia in matrimonio e vi garantisco che la cosa non lascia indifferenti, anzi. Ma soprattutto per tutti i 12 mesi sono rimasti al mio fianco i miei amici più cari, che sopportano stoicamente il mio carattere spigoloso e difficile, i miei bronci e i miei momenti di improvvisa malinconia. La mia gratitudine per loro è raramente espressa, ma sempre presente.

Naturalmente, vi sono stati anche momenti negativi o tristi, ma perché ricordarli? Sono passati, è tempo di guardare avanti. Cominciare il conto alla rovescia e accendere i motori, come dice il verso di una canzone di David, che ha scelto questo anno bisesto per spostare la sua arte infinita in un’altra dimensione, a noi ignota.

Un sincero augurio di buon 2017 a tutti i lettori di questo blog.

Questo post è dedicato in particolare (e in ordine casuale) a Sandrina, Uffo, Nalisa, Paolotta, GioPermy, Giacomino, Daniele, Marcorossi, La Catta, Andrea Snaddy, Dado, Cristina & Emanuele, Francesca Alice, Andrea & Francesca, Federico e Guido Alberto e a tutti quelli che ho dimenticato, ma solo perché gli anziani perdono la memoria di tanto in tanto… 

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Una risposta a Commencing countdown, engines on…

  1. Marco Rossi ha detto:

    Marcorossi tutto attaccato ih ih ih …non sapevo che avevi unito una coppia in matrimonio! bello!

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