“Never, never, never run”

A volte pensi di guardare un programma televisivo per rilassarti un po’ e invece – come un macigno – succede che le vicende che accadono ti fanno riflettere anche dopo, molto dopo che il programma è terminato.

Mi è capitato lunedì scorso quando ho visto l’episodio 10 della 14° stagione di Grey’s Anatomy, l’interminabile serie dedicata ai chirurghi di Seattle, tutti un po’ invecchiati e imbolsiti. Tutti tranne quelli morti ammazzati, schiantati, travolti, dagli autobus, precipitati da aerei, arrostiti in un incendio o fulminati dalla corrente elettrica durante un qualche disastro di quelli che – a cadenza di ogni 5 puntate – stravolgono lo sventurato ospedale.

Una delle vicende della puntata era la storia di un ragazzino nero della upper class di Seattle il quale, poverino, aveva perso le chiavi di casa e – come ho fatto io diverse volte da ragazzino – è rincasato scavalcando il muretto. Pessima idea: dei poliziotti lo hanno visto e – senza chiedere nulla – hanno sparato. E lui è morto. A 12 anni, disarmato, assassinato sulla porta di casa.

A fine puntata Miranda Bailey – l’afroamericana primaria di Chirurgia – decide di fare al proprio figlio tredicenne quello che chiama “il discorsetto”. Gli insegna che non può comportarsi con la naturalezza e la leggerezza dei suoi amici bianchi, che deve sempre ricordarsi di essere nero e che se viene fermato dalla Polizia sarà sempre, in qualunque momento in pericolo di vita. Essere disarmato o bambino non cambia nulla.

Nel 2016 gli afroamericani ammazzati dalla polizia americana sono stati 258. Un massacro vero e proprio. La percentuale di afroamericani residenti negli USA è solo del 6%, ma la percentuale di neri disarmati (disarmati!) assassinati dalla polizia è del 34%, cioè quasi sei volte il rapporto con la popolazione totale.

Non mi si venga a dire che non esiste il razzismo. Non mi si venga a raccontare che essere neri sia facile. Non mi si venga a raccontare che anche nel nostro Paese discriminazione, violenza e pregiudizio sono assenti.

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