Papa Formoso, il maresciallo Tito e l’uso politico della Storia

Qualcuno ricorda la triste vicenda di Papa Formoso? Eletto Pontefice alla fine del IX secolo si barcamenò come meglio poté tra le diverse fazioni politiche della Curia, ciascuna legata a una qualche potenza straniera, ma pare in modo goffo, seminando rancori e risentimenti diffusi. Diffusi al punto che – dopo morto – il suo cadavere fu riesumato, rivestito dei paramenti sacri, processato, interrogato (ma non rispose, rimase muto come una tomba…), quindi condannato, deposto da Pontefice e gettato nel Tevere, non prima di avergli amputato le 3 dita della mano destra usate per le benedizioni.

Mi è tornata in mente la vicenda di Papa Formoso leggendo il testo della mozione che l’assessore regionale Roberti – della Lega Salvini – ha presentato al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia per sollecitare la revoca dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana concesso nel 1969 al Maresciallo Josip Broz Tito, 13 anni dopo che lo stesso Tito era già stato insignito della Gran Croce della Legion d’Onore e un paio d’anni prima che Elisabetta II gli conferisse il Most Honourable Order of the Bath, vale a dire la più alta onorificenza che un non britannico possa ricevere.

Queste onorificenze vengono attribuite nell’ambito dei rapporti di cortesia diplomatica tra Stati e non implicano necessariamente la condivisione delle scelte politiche del singolo beneficiario dell’onorificenza, quanto l’attestazione di un rapporto cordiale tra governi: ad esempio, quando nel 1978 Nicolae Ceasescu attribuì alla Regina d’Inghilterra l’Ordine della Stella della Repubblica Socialista di Romania non lo ha fatto certo per premiare l’impegno profuso incessantemente da S.M. in favore dell’avanzata del Comunismo nel Mondo. Certo, le onorificenze si possono anche revocare, ad esempio Benito Mussolini – che tanto piace ai leghisti – venne insignito dell’Order of Bath nel 1923 ma ne fu espulso a calci in culo nel 1940. Il punto è che eventuali (rarissime) revoche avvengono in vita, non post mortem.

Ma perché l’intero Mondo sentì il dovere di onorare Tito? certo non per premiare il suo governo cupo e sanguinario, del quale non si possono tacere i massacri di massa compiuti nel decennio successivo alla fine della II Guerra Mondiale, non solo verso oppositori politici interni, ma anche organizzando (o coprendo) attività di sterminio su base etnica nei confronti delle minoranze nazionali italiana, tedesca e ungherese. Il Mondo – in particolare l’Europa Occidentale –  si sentì in dovere di onorare Tito per la sua indipendenza dall’Unione Sovietica: fu grazie a Tito se il Patto di Varsavia non giunse fino ai confini con Trieste e l’Adriatico non divenne un “mare di confine ideologico” tra i Blocchi, così come fu ancora grazie anche a Tito se prese vita il “Movimento dei Non Allineati” che ebbe un ruolo non secondario nel mitigare le tensioni ideologiche e militari tra Est e Ovest nel corso degli anni ’60 e ’70.

Ma inutile girarci attorno: la mozione per revocare l’onorificenza a Tito è legata al tentativo di sfruttare politicamente ancora una volta la tragedia delle Foibe, lucrando cinicamente sull’umano e non rimarginabile dolore di chi fu vittima di quei giorni sanguinosi e dissennati. Riaprire la ferita non serve, il giudizio storico su quella vicenda credo sia chiaro e netto e ormai le posizioni “negazioniste” sono assolutamente minoritarie tra gli esperti e nell’opinione pubblica. Però condannare non significa rinunciare allo sforzo di comprendere. E comprendere non significa perdonare e non significa minimizzare. Comprendere significa comprendere.

Comprendere, ad esempio, che i massacri di italiani compiuti nelle settimane e nei mesi successivi alla fine della II Guerra Mondiale furono un tassello della più ampia mattanza di popoli ed etnie compiuta durante il conflitto, mattanza alla quale gli italiani contribuirono con l’assassinio di migliaia di civili inermi, spesso donne e bambini. Verrebbe da dire “chi è senza peccato, scagli la prima onorificenza!” Quindi gli italiani come popolo possono giustamente considerarsi vittime tra le vittime, ma l’Italia come nazione non ha i titoli morali per ergersi a giudice e ancor meno titolo lo hanno partiti e politici che guardano con malcelata nostalgia al regime che invase la Jugoslavia senza provocazione e a freddo, portandovi gli orrori del totalitarismo Nazifascista.

Dovendo concludere, direi che i crimini orrendi del governo italiano e dei soldati italiani non giustificano i crimini uguali ed opposti compiuti dal governo jugoslavo, che rispettare il dolore delle vittime di quei giorni terribili significa anche stare in silenzio e non cercare di sfruttare elettoralmente il sangue e i cadaveri di allora per costruire consenso oggi e direi anche che – se si è mossi da vera umanità – questa non conosce confini o barriere e nessun uomo civile prenderà mai lezioni di umanità da un dirigente leghista. Se veramente si rifiuta la logica della pulizia etnica, del razzismo di Stato e della violenza sugli inermi, invece di scrivere insulse mozioni sulla revoca di medagliette a tiranni defunti 40 anni fa si agisca per riportare decenza e decoro nel mondo contemporaneo, considerato che – mentre scrivo queste righe – 177 anime e corpi di disperati sono tenuti prigionieri in una nave per assecondare il delirio xenofobo del Ministro degli Interni e la sua smania sguaiata di gettare altra carne in pasto al razzismo fanatico dei suoi elettori…

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in "Premio Notaras", Brontolamenti, borbottamenti e invettive, Cose di giornata, Popoli e politiche, Saccenterie e trombonerie. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...