Sulla Peperina Sovranista e il Conformista Scapigliato

Rai2 – la Rete Sovranista specializzata in fake news diretta da Carlo Freccero, Conformista Scapigliato che confonde la disonestà professionale con l’essere controcorrente – grazie ai soldi del mio canone offrirà una serata evento a Rita Pavone “per i 50 anni di Woodstock”, riemersa di recente dalla noia dell’onesto oblio dopo tanti anni di onorata carriera per vivaci dichiarazioni tutte a sostegno dell’esprit du temps di estrema destra che soffia in Europa e scomandazza in Italia.

Woodstock, il 1969. Mentre il mondo del rock si riuniva (tra l’altro per raccogliere fondi per il Bangladesh, chissà se la Peperina Sovranista lo sa…) la nostra Janis Joplin incideva pezzi memorabili come “Il ballo dell’orso” o “Ninna nanna del formichino“. Autentiche Pietre Miliari della musica di impegno e protesta che solo a causa dell’eterno complotto internazionale ai danni dell’Italia non hanno potuto aprire la memorabile Tregiorni di “Peace & Music“.

Non fraintendetemi. Ho stima professionale per l’Arzilla Signora e – 45 anni fa – anche io correvo attorno al tavolo cantando “viva la pappa pappa”. Ma poi? La Signora non incide un album di inediti dal 1989, non gira un film dal 1976, non partecipa a Sanremo dal 1972.Perché proprio lei a ricordare Woodstock? per una sola ragione: si è schierata con il governo e con il Potere.

Ha insultato Greta e il suo autismo, ha espresso posizioni di estrema destra e ora arriva il bonifico. Pagato anche da me. Intendiamoci, non è una novità: ricordo bene quando la conversione di Roberto Benigni dal No al Si nel Referendum Costituzionale del 2016 fu pagata dalla Rai con una marchetta di 200.000 euro.

Solo che mi fa schifo, sempre. Questo mi indigna nel profondo, per citare la Musa del giorno: “Mio cuore, Tu stai soffrendo, Cosa posso fare per te?

La Rai va privatizzata. Punto. Sarebbe bello avere un network televisivo di vero “servizio pubblico”, che la Rai tornasse ad essere – come ai tempi di Bernabei (Bernabei! un democristiano di rito fanfaniano!) la “principale agenzia culturale del Paese”. Solo che in Italia non siamo capaci, prendiamone atto e passiamo oltre.

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