Greatest Hits

copertina.JPGSarebbe bello vivere di rendita, come i rampolli delle famiglie nobiliari della Firenze della fine del  ‘400, tutti intenti (quando non si avvelenavano a vicenda) a comporre sonetti d’amore, cenare con il Ghirlandaio, giocare a scacchi con Machiavelli o corrompere cardinali.

In quell’epoca felice, l’arte e il talento volteggiavano nell’aria libere e di soldi non si parlava. Ora non è più così, pertanto, un po’ per narcisismo, un po’ per bieco interesse, ho selezionato i 96 post più tromboni, stupidi e illeggibili del blog e riuniti in un volumetto (beh…volumetto…180 pagine!), grazie al servizio di selfpublishing tanto pubblicizzato dai siti di Repubblica e l’Espresso!

La”Greatest Hits” è in vendita a questo link al prezzo di 11.90 €. Non sono pochi, lo so ma di sicuro molti di voi avranno speso cifre analoghe per qualcosa di assolutamente più inutile del mio “Salotto“, che a ben vedere, serve a molte cose:

1. Ha il dorso bianco e blu…comprarne 6-700 copie consente di arredare in modo minimal-chic la parete del disimpegno, quella tra il bagno di servizio e il ripostiglio delle scarpe;

2. Non pesa molto e sta sia nelle valigette che in borsetta. Utile in treno quando si vuol fingere di leggere per non essere scocciati dai vicini di scompartimento;

3. Le pagine sono di una carta un po’ porosa, tipo “tascabile Feltrinelli”… questo consente un elevato potere assorbente e pertanto se mangiate un trancio di pizza o un BigMac, strappatene due pagine e usatele per ripulirvi le mani;

4. Il dorso è piuttosto duro. Utile come autodifesa in caso di scippo, molestia o altra situazione facinorosa;

5. E’ particolarmente indicato per chi mi trova trombone, presuntuoso, antipatico o vanesio. Se Costui per caso dovesse trovarsi in un contesto in cui non vi sono computer e collegamenti a internet e sentisse l’insostenibile bisogno di ricordare “perchè mai quel Marckuck mi sta tanto sulle scatole?”, può estrarre da tasca (dal cilindro, dalle mutande, dalla valigia, insomma da dove vuole) la sua buona copia del “Salotto“, leggersi un articoletto a caso e come per magia ritroverà tutto in un colpo l’astio perduto;

6. Tutti noi abbiamo delle persone che ci stanno antipatiche e che ci hanno spesso fatto regali stupidi, di cattivo gusto o terribilmente inutili. E’ il momento di ricambiare con una copia del “Salotto“. Se poi si vuole fare i Briatorini di provincia, allora ordinate l’edizione deluxe, di raro e impalpabile buongusto, con la copertina rigida in similplatino e le pagine in seta bianca griffata Gucci;

7. Mi è giunta voce che qualcuno utilizza il “Salotto” addirittura per leggerlo. Ma mi pare una scelta un po’ estrema e mi sento di sconsigliarla fermamente!

Insomma, il “Salotto” è lì, a disposizione di chi lo vuole. Ma anche se non lo comprerete, io continuerò a volervi bene lo stesso…

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